Coldiretti, censimento da record: oltre 5mila specialità alimentari

Alcuni dei prodotti registrati da Coldiretti in occasione del censimento delle specialità alimentari italiane (Foto Coldiretti)
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In occasione dell'apertura del Villaggio contadino a Napoli, l'organizzazione ha proclamato il raggiungimento del primato mondiale per varietà e ampiezza del patrimonio agroalimentare italiano. Inaugurato anche il primo Black Friday della tavola

Coldiretti ha annunciato un nuovo primato italiano. Il censimento delle specialità alimentari tradizionali del 2017 ha rilevato ben 5047 varietà, un record mondiale per vastità del patrimonio italiano. I numeri e le curiosità della nuova rilevazione sono stati presentati durante l'apertura del Villaggio contadino di Coldiretti sul lungomare Caracciolo, all'altezza della Rotonda Diaz a Napoli. Coinvolti nel progetto 10mila contadini, 1,5 km di esposizione di mercato, agrichef e prelibatezze locali, offerte a prezzi stracciati ai visitatori grazie al primo Black Friday agroalimentare.

Il censimento

Il censimento 2017 ha scandagliato ogni settore dell'agroalimentare, individuando tutti i diversi tipi di pane, pasta, salumi e formaggi, frutta e verdura, liquori, conserve e dolci che impreziosiscono il territorio nazionale. Sono stati censiti 1.521 tipi di pane, pasta e biscotti; 1.424 verdure fresche e lavorate; 791 salami, prosciutti, carni fresche e insaccati; 497 formaggi, 253 piatti tipici o prodotti della gastronomia, 147 liquori, birre e distillati, nonché bevande analcoliche; 167 prodotti di origine animale tra cui miele e altri lattiero-caseari. Infine, rientrano nella classificazione anche 159 preparazioni di pesci, molluschi e crostacei. Il numero delle tipicità regionali che l’Italia può offrire è passato dalle iniziali 2.188 del primo censimento, avvenuto nel 2000, alle 5.047 attuali, con un aumento del 131% dei prodotti salvati dal rischio di estinzione. Tutto questo è stato reso possibile da intere generazioni d agricoltori impegnati a difendere la biodiversità sul territorio e le tradizioni alimentari.

Italia leader nella gastronomia turistica

"Si tratta di un bene comune per l’intera collettività e di un patrimonio anche culturale che il nostro Paese può oggi offrire con orgoglio ai turisti italiani e stranieri", ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo, confortato anche dai numeri. Infatti, circa un terzo della spesa di italiani e stranieri in vacanza è destinata alla tavola: tra ristoranti, pizzerie e agriturismi, i turisti vivono l'Italia a tavola, non disdegnando nemmeno il cibo di strada e le specialità del luogo visitato. Secondo il report "Le vacanze Made in Italy nel piatto", 14 miliardi di euro finiscono dalle tasche dei viaggiatori al settore della ristorazione, mentre 12 miliardi vengono convogliati verso negozi e mercati, per un totale di 26 miliardi su un fatturato turistico complessivo nazionale di 75 miliardi di euro. Inoltre, Moncalvo ricorda che l'Italia ha anche un altro primato, quello dei prodotti a denominazione di origine (Dop/Igp) riconosciuti dall’Unione europea, che hanno raggiunto quota 292, oltre ai 523 vini italiani Docg, Doc e Igt.

La distribuzione regionale

A dominare il censimento per numero di specialità registrate nel territorio regionale è la Campania con 515 cibi, seguita dalla Toscana (461) e dal Lazio, che si ferma a 409. A seguire ci sono l’Emilia-Romagna con 388 specialità, il Veneto con 376 e il Piemonte con 338. Poi la Liguria, che può contare su 294 prodotti tipici. Le altre Regioni: la Puglia conta 276 prodotti censiti, seguita dalla Calabria (268), la Lombardia (248), la Sicilia (244), la Sardegna (193), il Friuli-Venezia Giulia (169), il Molise (159), le Marche (151), l’Abruzzo (148) e la Basilicata (114). Chiudono la classifica la provincia autonoma di Trento con 105, l’Alto Adige con 90, l’Umbria con 69 e la Val d’Aosta con 32 specialità alimentari.

I cibi e le varietà più curiose

Tra le prelibatezze nazionali più ricercate ci sono la colatura di alici di Cetara, liquido frutto della stagionatura delle alici, usato per lo più per condire la pasta: è registrato in Campania. In Toscana ci sono gli stinchi di morto, biscotti rustici salati tipici del Grossetano e del Senese di colore giallo senape, chiamato anche anacini in quanto profumato dai semi di anice. Il Lazio può vantare il fagiolo del purgatorio di Gradoli, consumato nel mercoledì delle ceneri. In Emilia-Romagna si trova il savòr, marmellata di mosto d'uva. Il Veneto può vantare la polenta di montagna, ottenuta con farina di mais sponcio, mentre il Piemonte produce il brus, un formaggio ottenuto dalla lavorazione di robiole stagionate. Se in Liguria troviamo le olive taggiasche, la Puglia si può vantare dei cardoncelli. La Calabria sfodera la sua pitta ‘mpigliata, mentre la Lombardia pasteggia a violino di capra, un salume della Val Chiavenna. La Sicilia si contraddistingue per lo squartucciato, dolce molto decorato e ripieno di fichi, mentre la Sardegna vanta la "sa" pompia, un frutto simile al limone. In Friuli Venezia-Giulia si cucina la porcaloca: si tratta di un'oca intera disossata e farcita con filetto di maiale, cucita a mano, legata cotta e affumicata. In Molise si possono degustare le sagnetelle, fettuccine di grano duro, nelle Marche da non perdere è la lonza di fico, un dolce a base di fichi essiccati e impastati con noci, mandorle e mistrà, il tutto avvolto in foglie di fico. L'Abruzzo schiera come punta di diamante i suoi coglioni di mulo e la Basilicata le rsskatiedde cca muddiche, una pasta preparata con la mollica di pane. Infine, in Trentino si trova la salsiccia luganega, in Val d'Aosta ricordiamo l'olio di Noci e in Umbria la fagiolina del Trasimeno, un legume noto persino agli etruschi.

Il primo Black Friday agroalimentare

In un percordo si circa 1,5 km di mercati, stand di cibo da strada contadino e piatti gourmet, i visitatori del Villaggio contadino hanno potuto vivere il Black Friday della tavola. Tutte le prelibatezze in esposizione grazie ai 10.000 agricoltori coinvolti nella manifestazione, erano offerte a prezzi stracciati. Il legame tra l'inaugurazione e il Black Friday ha permesso al pubblico di scoprire moltissimi tesori agroalimentari, compresi quelli provenienti dalle zone terremotate, senza spendere troppo.

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