Aumenta il numero di bimbi che russano, colpa dell'obesità

In Italia un bambino su venti russa (Getty Images)
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Dagli ultimi dati diffusi dalla Società Italiana per le Malattie Respiratorie Infantili, emerge che le malattie ostruttive nel sonno colpiscono il 2% dei pazienti più piccoli. Alle cattive abitudini alimentari si sommano i rischi legati al fumo

Cresce il numero di bambini che russano regolarmente. Un fenomeno, oggi sottovalutato, che nasconde però un problema di salute: le apnee ostruttive nel sonno, terza minaccia per il benessere dei giovanissimi dopo il fumo e l’eccesso di peso. L’allarme è stato lanciato dagli specialisti riuniti a Napoli per il 21° congresso nazionale della Società Italiana per le Malattie Respiratorie Infantili (SIMRI).

Obesità e sovrappeso infantile triplicati negli ultimi 30 anni

In Italia un bambino su 20 russa. Il 2% dei piccoli è colpito dalle apnee ostruttive nel sonno. Il dato emerge da uno studio svolto dalla dottoressa Luigia Brunetti su 1207 bambini italiani. Tra le cause che determinano le apnee notturne c’è soprattutto il sovrappeso infantile: fenomeno triplicato negli ultimi 30 anni. Oltre un milione di bimbi d’età compresa tra i 6 e gli 11 anni, nel nostro Paese, sono obesi. 

 

Gli esperti: "Le apnee possono provocare ritardi nella crescita"

“Molte malattie che si sviluppano in età adulta nascono in età pediatrica – ha spiegato a Sky Tg24 il professor Renato Cutrera, Presidente Nazionale SIMRI e Direttore dell’Unità operativa di Broncopneumologia all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma - Russare tutte le notti è un problema complesso che mina seriamente la qualità di vita del giovane e va affrontato tempestivamente da un medico specialista. Se il problema non viene curato, a lungo andare può portare a disturbi dell’apprendimento provocati dal poco riposo, ritardi nella crescita e depressione”.

Le minacce che derivano dal fumo

Si inizia a fumare mediamente a 17,9 anni. Il 56,8% di chi ha iniziato a fumare tra i 15 e i 20 anni. Un ragazzo su 5 dichiara di aver acceso la prima sigaretta a 13 anni o anche prima. 

 

 

“Ma c'è il fumo passivo che causa danni – spiega il professor Cutrera – Soprattutto quello chiamato ‘di terza mano’, per esempio del genitore fumatore che ha tracce di fumo sui vestiti e poi prende in braccio i bambini. I figli di fumatori hanno patologie più gravi, si ammalano di più. Per esempio soffrono di otiti ricorrenti”.  

 

 

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