La proteina “insospettabile” che contribuisce all'obesità

In Italia quasi un terzo dei bambini e obeso o sovrappeso (Getty Images)
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Uno studio portoghese pubblicato su Nature Medicine ha individuato il meccanismo che impedisce al corpo di distruggere la massa grassa. È il punto di partenza per lo sviluppo di nuovi prodotti contro il sovrappeso

Dietro l'aumento di peso ci sarebbero degli “insospettabili”: una proteina e alcune cellule immunitarie. La scoperta è di un team dell'Istituto scientifico portoghese Gulbenkian (Igc), coordinato da Ana Domingos. I risultati dello studio, pubblicati su Nature Medicine, confermano il legame (sospettato da tempo) tra il sistema nervoso e quello specializzato nelle difese dell'organismo.

La ricerca

I ricercatori sono partite dai macrofagi. Queste cellule immunitarie erano da tempo indicate come causa dell'infiammazione del tessuto adiposo che si manifesta nelle persone obese. Fino a ora però si ignorava il perché di questo legame. Adesso il gruppo di ricerca portoghese ne ha scoperto il funzionamento. Secondo un meccanismo osservato nei topi (che sembra però avere un analogo nell'uomo), i macrofagi sono in diretto contatto con le cellule nervose e le attivano perché entrino in azione. Per fare cosa? Ridurre la massa grassa rilasciando la noradrenalina, il neurotrasmettitore che provoca la distruzione delle cellule del tessuto adiposo.

Le applicazioni nei farmaci del futuro

Il meccanismo di distruzione della massa grassa, però, si blocca quando le cellule nervose del sistema simpatico entrano in contatto con i macrofagi chiamati Sam (acronimo dall'inglese sympathetic neuron-associated macrophages), specializzati nell'eliminazione della noradrenalina. L'arma di cui si servono le cellule Sam, particolarmente abbondanti nei topi obesi, è la proteina Slc6a2, specializzata nel trasportare la noradrenalina e presente solo su queste cellule immunitarie. Sarà questa proteina, allora, a diventare il nuovo bersaglio di futuri farmaci anti-obesità: è sufficiente bloccarne l'azione per provocare la distruzione dei grassi, bruciare più energia e favorire la perdita di peso.

L'obesità in Italia

La ricerca portoghese potrebbe quindi essere il punto di partenza verso nuovi prodotti per il trattamento dell'obesità. Un problema che in Italia interessa sempre più bambini. Un bambino su tre – afferma Coldiretti in occasione dell'Obesity day 2017 che si terrà il 10 ottobre – ha un peso eccessivo anche se negli ultimi anni si è verificata una riduzione del 13% per effetto dell'impegno sull'educazione alimentare a scuola e nelle case. Secondo l'indagine, la percentuale di obesi è scesa dal 12 al 9,3% nel giro di otto anni. Quella dei sovrappeso dal 23,2 al 21,3%.

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