Alimentazione, poche modifiche per aumentare l'aspettativa di vita

I legumi possono influire positivamente sull'aspettativa di vita (Getty Images)
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Uno studio ha dimostrato che adottare una dieta più sana, anche semplicemente sostituendo una porzione di carne con una di legumi, diminuisce i rischi di salute fatali

Per diminuire significativamente il rischio di morte basta prendere dei piccoli accorgimenti a tavola. È quanto emerge da uno studio, pubblicato sulla rivista "New England Journal of Medicine" e coordinato dall’università statunitense di Harvard, secondo il quale una piccola variazione in positivo della dieta può ridurre la posibilità dell’insorgere di malattie (cardiovascolari in primis) e quindi di un decesso prematuro. Un miglioramento della salute che, secondo gli scienziati, passerebbe attraverso cereali, verdure, frutta, noci e pesce che dovrebbero prendere il posto, almeno in parte, di carni rosse lavorate e bevande zuccherate.

La ricerca

Per giungere a questa conclusione lo studio ha analizzato i dati di due grandi ricerche sulla popolazione americana che hanno monitorato la dieta di 74mila persone tra il 1984 e il 1996, associandole al rischio di morte che questi soggetti hanno registrato nei 12 anni successivi. Per poter avere una classificazione scientifica dei regimi alimentari di un campione così vasto, i ricercatori hanno adottato un criterio di valutazione che assegnava più "voti" ai cibi maggiormente salutari, come cereali integrali, frutta, verdura e pesce. Dall’analisi è emerso che le persone che hanno raggiunto una valutazione più alta sono le stesse che hanno riscontrato successivamente un minore rischio di morte. Le diete di quest’ultimi, infatti, hanno consentito nell’arco di 12 anni una riduzione del 9-14% della mortalità. Inoltre, dallo studio emerge che chi all’inizio della rilevazione avevano un'alimentazione relativamente insalubre e, nel corso del tempo, ha apportato i necessari correttivi salutari ha poi fatto riscontrare una significativa riduzione del pericolo di decesso. "Si tratta di un cambiamento minimo - ha spiegato Mercedes Sotos-Prieto, l'autrice principale della ricerca - corrispondente ad esempio alla sostituzione nella propria dieta abituale di una porzione di carne con una di legumi, che però produce un abbassamento del rischio di morte tra l'8 e il 17%".

L’effetto opposto

Un principio che però vale anche al contrario: la ricerca dimostra che chi, nel periodo in esame, ha aumentato ad esempio il consumo di carne diminuendo quello di cereali e legumi ha visto aumentare il proprio rischio di morte prematura tra il 6 e il 12%. "Nel complesso, i nostri risultati sottolineano i benefici di modelli di alimentazione sani, tra cui la dieta mediterranea - ha sottolineato Mercedes Sotos-Prieto - lo studio, inoltre, dimostra che anche modesti cambiamenti della qualità delle diete possono influenzare positivamente o influire in maniera negativa sulla nostra aspettativa di vita". Per questo, secondo i ricercatori, è necessario adottare un modello di nutrizione sano che può essere tranquillamente calibrato in base alle preferenze alimentari e culturali degli individui. 

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