Elezioni 2018, Regionali Lazio: i candidati e come si vota

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Non solo le Politiche, nell'Election day del 4 marzo seggi aperti anche per l’elezione del governatore laziale e del nuovo Consiglio regionale. Ecco come arrivare preparati alle urne: dai candidati alle modalità di voto. LO SPECIALE ELEZIONI

Nove candidati alla presidenza sostenuti da 19 liste. Oltre alle Politiche, nell’Election day del prossimo 4 marzo si voterà anche per il nuovo governatore della Regione Lazio e per scegliere i 50 consiglieri regionali.

Chi sono i candidati governatori

 In corsa anche il presidente uscente, Nicola Zingaretti, sostenuto dal centrosinistra e giunto alla scadenza del suo mandato dopo cinque anni.  Grazie a lui il centrosinistra è tornato a governare nel Lazio a partire dal 2013 e adesso ci riprova.  Zingaretti è appoggiato da una coalizione che comprende Pd, Insieme, +Europa, Lista Civica Nicola Zingaretti, Centro Solidale per Zingaretti. E anche Liberi e Uguali che, a differenza di quanto accade in Lombardia e a livello nazionale, ha deciso schierarsi a fianco del candidato sostenuto dal Partito Democratico.

Corre per il Movimento 5 Stelle la deputata Roberta Lombardi, la prima a ufficializzare la candidatura alla presidenza della Regione Lazio. Dopo le elezioni comunali del 2016 di Roma vinte da Virginia Raggi, il M5S ci riprova alla Regione appoggiando un’altra donna. Lombardi ha vinto la seconda fase delle primarie online spuntandola su Davide Barillari, che aveva già sfidato Zingaretti nel 2013, e Valentina Corrado, ed è risultata la più votata tra i 6.511 attivisti certificati che hanno partecipato. 

Nel centrodestra, dopo giorni di discussione e di polemiche sui vari nomi candidabili, la scelta è ricaduta su Stefano Parisi, ex candidato sindaco di Milano e leader di Energie per l'Italia. Una candidatura definita "difficile" dallo stesso Parisi, romano di nascita ma legato alla città lombarda. Sostenuto da Forza Italia e Fratelli d’Italia, il nome di Parisi ha causato non pochi contrasti tra i due partiti e la Lega. Il Carroccio in un primo momento aveva intenzione di schierare il sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi, che tuttavia ha deciso di non rinunciare alla candidatura presentandosi con una lista civica che porta il suo nome e che ha come simbolo uno scarpone. "Sto cercando di governare la Regione Lazio mettendoci il mio faccione e prendendomi le mie responsabilità", ha detto durante una diretta su Facebook Sergio Pirozzi.

Dopo le Comunali di Ostia, CasaPound ha deciso di presentare la candidatura di un suo esponente anche per la Regione Lazio. In particolare, è Mauro Antonini a concorrere per la poltrona di governatore e lo farà senza appoggi di altri partiti. In corsa c'è anche Elisabetta Canitano, femminista e ginecologa che proverà a vincere le elezioni con Potere al Popolo. Tentano l’accesso al palazzo della Regione anche il sovranista Stefano Rosati che rappresenta Riconquistare l’Italia, Jean Leonard Touadi con la sua Civica Popolare (che ha deciso di correre da sola e di non appoggiare il centrosinistra) e Giovanni Paolo Azzaro, nome voluto dalla Democrazia Cristiana.

I principali candidati al consiglio regionale

Le liste a sostegno dei nove candidati presentate in tribunale a Roma tra il 2 e il 3 febbraio sono 19. Per il Partito Democratico, oltre ai consiglieri e agli assessori uscenti (come il capolista Michele Civita) troviamo Valentina Grippo, ex consigliera della giunta Marino, e Marta Leonori, ex assessora al Commercio anch’essa nel team dell’ex sindaco di Roma. Tuttora in consiglio comunale ma in lista per la giunta regionale è Michela Di Biase, che insieme Daniele Leodori è tra i big della lista a supporto di Zingaretti. Per il M5S spiccano invece i nomi degli sconfitti alla primarie, come Davide Barillari e Valentina Corrado. Nel centrodestra, i primi quanttro nomi di Forza Italia sono quelli dei consiglieri uscenti Antonio Aurigemma, Pino Cangemi, Fabio De Lillo e Adriano Palozzi. Con loro troviamo due donne: l’europarlamentare Roberta Angelilli e Sveva Belviso, ex vice sindaca di Alemanno. Con Fratelli d’Italia e con la Lega, invece, troviamo rispettivamente Luca Maria Apollonj Ghetti ed Enrico Cavallari. Per Sergio Pirozzi e la sua lista, infine, ci sono Livia Adinolfi, Augusto Caratelli, già consigliere municipale, Marco De Carolis, ex sindaco di Monte Compatri, e l’attuale consigliere regionale Roberto Buonasorte.

Quando e come si vota

Si potrà votare dalle ore 7 alle 23 di domenica 4 marzo, nel comune di residenza, nella sezione elettorale indicata sulla propria tessera elettorale. Lo spoglio comincerà alle 14 del giorno successivo, lunedì 5 marzo. Da segnalare che la legge elettorale in vigore nella Regione Lazio è stata modificata lo scorso anno: sono stati diminuiti a 50 i consiglieri, è stata inserita la parità di genere ma anche il divieto al terzo mandato. Il voto sarà a turno unico con un sistema a predominanza proporzionale: l’80 per cento dei seggi (ovvero 40 su 50) è assegnato con il proporzionale, mentre il restante 20 per cento (10 consiglieri) verranno eletti con il sistema maggioritario. Dunque, per effetto del cosiddetto premio di maggioranza, verrà garantita la governabilità al candidato governatore che otterrà più voti. Questi dieci consiglieri, infatti, vengono assegnati alle liste circoscrizionali che sostengono il presidente vincente. Infine, sarà consentito il voto disgiunto tra il candidato presidente e una lista di schieramento differente. Allo stesso modo, è ammessa la doppia preferenza di genere.

Fac-simile della scheda elettorale (foto dal sito ufficiale Regione Lazio)

La scheda elettorale

Per quanto riguarda le modalità di voto, le opzioni tra cui può scegliere ciascun avente diritto sono quattro. L’elettore può scegliere di votare: per un candidato alla carica di presidente della Regione, tracciando un segno sul contrassegno o sul nome del candidato prescelto, senza alcun voto a una lista circoscrizionale; per un candidato alla carica di presidente della Regione e per una delle liste circoscrizionali a esso collegate; disgiuntamente per un candidato alla carica di presidente della Regione e per una delle liste circoscrizionali a esso non collegate; per una lista circoscrizionale senza alcun voto al candidato presidente della Regione collegato. In quest'ultimo caso il voto si intende validamente espresso anche a favore del candidato presidente collegato.

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