Elezioni 2018, l'agenda: dalla campagna elettorale allo spoglio

5' di lettura

Verso il voto: tutte le prossime tappe, fino allo scrutinio e alla prima riunione del nuovo Parlamento, dell'Election day. Il 4 marzo si voterà per le Politiche e, in Lazio e Lombardia, anche per le Regionali. LO SPECIALE ELEZIONI

Con l’ufficializzazione da parte del ministero dell’Interno delle forze politiche ammesse alle elezioni del 4 marzo, è stata completata un'altra tappa nel percorso verso la consultazione che determinerà la composizione del nuovo Parlamento. Sul sito del Viminale è possibile consultare tutti i partiti e i movimenti in campo, i loro programmi e i nomi dei candidati nelle loro liste. La campagna elettorale prosegue in vista dell’Election day del 4 marzo, che prevede anche le elezioni regionali in Lazio e Lombardia. Ecco un’agenda per orientarsi con tutte le prossime tappe, compreso quello che accadrà all’indomani del voto (LO SPECIALE ELEZIONI).

Quanti sono i simboli presentati?

Le forze politiche in corsa alle elezioni del 4 marzo sono 38, rappresentate da 42 simboli (4 sono stati adattati per i territori con minoranze linguistiche). Il 9 febbraio, nella sezione "Elezioni trasparenti" del sito del ministero dell'Interno, sono state rese pubbliche tutte le liste dei candidati per ciascun collegio e gli elementi distintivi di ciascun partito, movimento o gruppo politico organizzato che ha presentato le liste. Per ogni forza politica è indicato il contrassegno depositato, lo statuto (ovvero la dichiarazione di trasparenza) e il programma elettorale con il nome e cognome della persona indicata come capo della forza politica.

Quanti sono i candidati?

Saranno le prime elezioni con il sistema del Rosatellum: un misto maggioritario-proporzionale. I seggi del Parlamento, quindi, saranno assegnati sia con metodo proporzionale sia con metodo maggioritario. Sono in tutto 12.428 le candidature presentate per le elezioni politiche del 4 marzo: 8.256 per la Camera e 4.172 per il Senato. Tra le prime sono 3.885 quelle per la lista uninominale, 4.181 quelle per il plurinominale e 189 quelle per la circoscrizione estero. Per quanto riguarda il Senato si contano 1.953 candidature all'uninominale, 2.138 al plurinominale e 81 per la circoscrizione estero. Da queste migliaia di candidature uscirà la composizione del nuovo Parlamento: 630 deputati della Camera (232 assegnati dai collegi uninominali con il maggioritario e 386 dai collegi plurinominali, più 12 dalla circoscrizione estero) e 315 senatori (116 seggi assegnati con il maggioritario, 193 con il proporzionale, più 6 dalla circoscrizione estero).

Quando si vota?

Si voterà solo domenica 4 marzo, dalle 7 alle 23. Stessi orari anche per le elezioni regionali in Lombardia e in Lazio. Per conoscere i nuovi governatori, però, bisognerà aspettare un po' di più: lo spoglio delle schede delle Regionali comincerà lunedì 5 marzo alle 14, dopo quello per il Parlamento.

Quando scatta il silenzio elettorale?

Il silenzio elettorale è disciplinato dalla legge n. 212 del 4 aprile 1956, modificata più volte nel corso degli anni. Prevede che campagna e propaganda elettorale si fermino il giorno prima e il giorno stesso delle elezioni. La legge prevede che in quei giorni siano vietati comizi in pubblico e la propaganda in televisione e in radio. Nel giorno del voto,  inoltre, è vietata qualsiasi altra forma di propaganda elettorale “entro il raggio di 200 metri dall'ingresso delle sezioni elettorali”. A canali televisivi e radio, infine, è fatto divieto di diffondere propaganda elettorale. La campagna elettorale, quindi, terminerà venerdì 2 marzo.

Quando inizia lo scrutinio?

Lo spoglio delle schede elettorali delle Politiche comincerà alle 23 del giorno delle elezioni, il 4 marzo, con il conteggio del numero dei votanti. Poi si procederà con lo scrutinio dei voti per il Senato e infine lo spoglio delle schede della Camera dei deputati. Al termine toccherà allo scrutinio per le elezioni regionali in Lazio e Lombardia, che comincerà il giorno dopo, alle 14 di lunedì 5 marzo, quando sarà ultimato lo spoglio delle schede per il Parlamento.

Quando si riunirà per la prima volta il Parlamento?

Il nuovo Parlamento si riunirà per la prima volta il 23 marzo, entro il limite previsto dall’articolo 61 della Costituzione (secondo cui la prima riunione delle nuove “Camere ha luogo non oltre il ventesimo giorno dalle elezioni”). In quella data si eleggono inizialmente gli uffici di presidenza provvisori di Camera e Senato, poi si procede all'elezione dei due presidenti. Al Senato sono previsti quattro scrutini al massimo (due votazioni a maggioranza assoluta, poi una a maggioranza dei votanti e infine un ballottaggio). Alla Camera si vota a oltranza fino a che un candidato non ottenga la maggioranza assoluta dei voti: si vota a scrutinio segreto nel primo voto a maggioranza dei due terzi dei componenti, per il secondo e il terzo scrutinio servono i due terzi dei voti, e infine a maggioranza assoluta dal quarto scrutinio in poi.

Leggi tutto
Prossimo articolo