Tap Meledugno, Emiliano: “Sembra Auschwitz”. Poi si scusa

4' di lettura

Il governatore della Puglia attacca sulla costruzione del gasdotto nel Salento. Poi, prima di scusarsi, paragona il cantiere di Melendugno al lager: “Se vedete foto è identico. Hanno alzato muro di cinta con filo spinato”. Il ministro Calenda: “Grave e irrispettoso”

Botta e risposta tra il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, e il ministro allo Sviluppo economico, Carlo Calenda. I due politici hanno battibeccato sulla costruzione del gasdotto Tap nel Salento. Il governatore, prima di ritornare sulle sue parole e scusarsi, aveva paragonato il cantiere di Melendugno ad Auschwitz. A stretto giro era arrivata la risposta del ministro, che ha invitato a “rientrare nei limiti di un confronto civile”.

La polemica su Auschwitz

Parlando a Radio Capital, Emiliano aveva detto che il cantiere di Melendugno "sembra Auschwitz". “Se vedete le fotografie è proprio identico. Hanno alzato un muro di cinta con filo spinato, è impressionante. I cittadini vedono in quella struttura qualcosa che ricorda cose tristi della storia”. La risposta di Calenda non si è fatta aspettare. "Dire che sostengo il Tap per favorire le lobby e trovarmi un posto di lavoro è infantile e volgare ma tutto sommato innocuo, dire che il cantiere è uguale ad Auschwitz è grave e irrispettoso", ha scritto il ministro su Twitter. E ha invitato a "rientrare nei limiti di un confronto civile". Più tardi, mentre la polemica era già pronta a esplodere, Emiliano è tornato sulle sue parole: “Il paragone tra il cantiere Tap e Auschwitz è oggettivamente sbagliato e mi scuso per averlo inopportunamente utilizzato”.

L'attacco a Calenda

Durante l'intervento in radio, il governatore pugliese aveva attaccato Calenda. "L'incidente gravissimo in Austria avrebbe dovuto far meditare il ministro. Ma Calenda non è un uomo che medita, è un uomo che va avanti senza approfondire". Il riferimento è all’esplosione nell’impianto di Baumgarten an der March, in Austria. "Attenzione perché anche Melendugno - ha detto il presidente - è una stazione di decompressione come Baumgarten". Secondo Emiliano, la vicenda del gasdotto Tap, in fase di realizzazione in Salento, "finirà male" perché "si sono ritenute inapplicabili le direttive Seveso sulla sicurezza". "Calenda - è l'attacco del governatore - parli di come prevenire incidenti come quello in Austria. Il Tap non è stato assoggettato al Decreto Seveso, perché sennò avrebbe rallentato i lavori. Io segnalo che il comandante dei Vigili del fuoco che a Lecce disse che si doveva applicare la Seveso fu trasferito nel giro di pochi giorni". Calenda parla di pseudo-guerriglia urbana a Melendugno? "Se io guidassi la guerriglia la vincerei - ha risposto il presidente pugliese - ma io sono magistrato e non guido guerriglie. Sono lontanissimo da chi pensa di usare la violenza anche di fronte a un sopruso di Stato. Calenda parla così perché cerca una collocazione futura, visto che tra qualche mese sarà senza lavoro".

La questione dell'approdo

Attacco al ministro anche sulla questione approdo. "Io sono sempre stato favorevole al gasdotto Tap - ha detto Emiliano -, non ho nulla contro i gasdotti, noi abbiamo solo chiesto di fare approdare il gasdotto in una zona non pericolosa, in una zona industriale. I ritardi in realtà sono dovuti agli errori di progettazione del consorzio Tap". Per il governatore, l'approdo migliore sarebbe Brindisi. "Il Governo - ha aggiunto Emiliano - ci impone l'approdo sbagliato del Tap e poi vuole ricostruire l'Ilva come nell'Ottocento. Calenda fa la tipica disinformazione sovietica. Anziché parlare della salute dei cittadini e cercare una tecnologia compatibile alla produzione dell'acciaio con la salute stessa, dice che ha paura che Mittal se ne vada. Non si preoccupa dei morti, meglio non averlo come ministro della Repubblica". Calenda, ha detto ancora il governatore, "si preoccupa del business e non dei cittadini, media tra la lobby del carbone e quella del gas, risponde a loro anziché all'interesse pubblico e poi terrorizza con il ricatto occupazionale". Infine Emiliano, riguardo al prossimo incontro del 20 dicembre, ha detto di augurarsi che sia "pacato, fatto per mediare e non per dare una mano alle lobby. Calenda non deve fare questo di mestiere".

La risposta di Calenda

"Dunque sull'Ilva sostengo la lobby del carbone contro quella del gas e sul Tap quella del gas contro quella del carbone. E quei poveracci della lobby del petrolio?! Prossima puntata scie chimiche e Stato Imperialista delle Multinazionali". Sempre attraverso Twitter, il ministro Calenda ha risposto così agli attacchi di Emiliano.

Leggi tutto
Prossimo articolo