Migranti, tensione tra Minniti e Delrio sul Codice per le Ong

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Malumore nel Governo: il titolare del Viminale sarebbe per una linea di applicazione più rigorosa mentre per il ministro dei Trasporti prevarrebbe l’aspetto più umanitario. Dura l’opposizione di centrodestra secondo cui il testo si sta rivelando “fallimentare”

Ci sarebbe malumore tra i ministri dell’Interno Marco Minniti e delle Infrastrutture Graziano Delrio. A scatenarlo sarebbe il Codice delle Ong e in particolare il caso dei 127 migranti trasbordati in acque internazionali dalla Vos Prudence di Medici senza frontiere, una delle Ong che non ha firmato il testo del Viminale, a due unità della Guardia costiera che li hanno poi fatti sbarcare a Lampedusa. Secondo l’opposizione, il regolamento si sta rivelando "fallimentare".

La linea rigorosa contro quella “umanitaria”

"Chi non ha firmato il Codice di condotta non potrà far parte del sistema di salvataggio che risponde all'Italia", aveva detto l'altro giorno il ministro Minniti, motivo per cui la nave di Msf si è fermata in acque internazionali. Secondo le disposizioni del Viminale, se una Ong che non ha firmato il Codice chiede di entrare in un porto italiano non si dovrebbe rispondere, visto che il ministero si occupa solo delle decisioni da prendere sulla terraferma. A quelle che riguardano il mare ci pensa il ministero delle Infrastrutture di Graziano Delrio, più favorevole a far prevalere le ragioni umanitarie, che quindi sceglierà il porto d’attracco ma senza la sicurezza che venga poi attivata la procedura per il fotosegnalamento dei migranti e il loro trasferimento nelle strutture di accoglienza.

Gasparri: “Guardia costiera deve ribellarsi”

A ipotizzare una presunta divergenza di vedute tra Delrio e Minniti è Maurizio Gasparri di Forza Italia: il primo "che dà direttive dissennate alla Guardia costiera" e che "di fatto è il capofila dei fiancheggiatori di Ong che alimentano scafisti, schiavisti, trafficanti di persone", mentre il secondo "vuole applicare il Codice" e dovrebbe "mettere a tacere Delrio, che non è il padrone dei nostri porti". Secondo il senatore, la Guardia costiera "deve ribellarsi di fronte a ordini contra legem", perché prendere a bordo "clandestini" soccorsi dalle Ong è "in contrasto con le direttive del governo e del Viminale, con il regolamento per le Ong e con quanto si è deciso in Parlamento".

Malan: “Impedire le partenze”

C’è anche chi, come il senatore di Fi Lucio Malan, afferma che “alla prima attuazione del codice, emerge che in realtà le ong che non lo accettano vengono addirittura favorite: la nostra guardia costiera risparmia loro il tempo di raggiungere il porto e prelevano merce umana in alto mare".

Brunetta: "Governo spaccato"

Di spaccatura parla anche il capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, Renato Brunetta, che su Twitter scrive: "Governo spaccato su Ong. Delrio contro Minniti, e Gentiloni non vuol chiudere i porti. Italia debole nell'affrontare l'emergenza migranti".

Zanetti: “Linea corretta è quella di Minniti”

Sostegno al ministero dell’Interno anche da Enrico Zanetti, segretario di Scelta Civica, che su Facebook ha scritto: "Le Ong che non hanno voluto firmare il protocollo con l'Italia devono essere escluse dal sistema di soccorso, altrimenti aggiungiamo la farsa alle tragedie. La linea del ministro Minniti è quella corretta e negli altri componenti del governo dovrebbe esserci il rammarico di non averla seguita già durante il governo Renzi, piuttosto che il dubbio se procedervi ora".

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