Migranti, Minniti: necessario stabilizzare la Libia

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Informativa alla Camera del ministro dell’Interno. Nel Paese nordafricano "si gioca partita cruciale" per la lotta ai trafficanti e al terrorismo. Sul piano d’azione Ue: accolte nostre proposte, la prima era codice di comportamento per ong. Su Austria: "Avevamo ragione"

Piano d’azione Ue, Libia, ong, Austria. Sono questi alcuni degli argomenti sul tema migranti affrontati dal ministro dell’Interno Marco Minniti nella sua informativa alla Camera.

Minniti: necessario stabilizzare Libia

Nel suo intervento, Minniti ha ribadito quanto sia cruciale nella lotta ai trafficanti la stabilizzazione della Libia. I confini a sud del Paese nordafricano sono “fondamentali per la sicurezza” del Mediterraneo e dunque, “in senso lato, anche per la sicurezza dell'Italia e dell'Europa”, ha detto. È lì, ha aggiunto, che “si gioca una partita cruciale. Il 97 per cento delle persone salvate nel Mediterraneo vengono dalla Libia ed è lì che va affronta la questione, sapendo che la situazione è maledettamente complicata. la Libia non è la Turchia, con la quale l'Ue ha negoziato un impegnativo e costoso accordo internazionale, la Libia è fragile e instabile, e questo rende più difficile l'attività”. L'unica soluzione, ha insistito Minniti, è stabilizzare quel Paese, anche in chiave di lotta al terrorismo.


 

Presto riunione con i sindaci della Libia

Il ministro ha riconosciuto che in Libia qualche passo comincia a vedersi: la Guardia Costiera locale nel 2017 ha salvato 10mila persone e nei prossimi mesi verrà costruito a Tripoli il Centro di coordinamento marittimo, “decisivo per affrontare lì il tema del controllo dei flussi migratori”. L'Oim e l'Unhcr, inoltre, sono in Libia per far sì che i centri di accoglienza per migranti rispondano a standard europei. Ma tutto ciò, ha aggiunto Minniti, non basta ed è per questo che “è molto importante che Ue, Francia e Germania abbiano deciso di rafforzare l'impegno economico e politico” nel Paese. Nei prossimi giorni, ha annunciato il ministro, “faremo una riunione a Tripoli con i sindaci della Libia per discutere con loro su come sganciarsi dal giogo dei trafficanti di esseri umani”. “Il traffico di esseri umani, purtroppo, è uno dei principali canali economici della Libia. Se si punta a stroncarlo bisogna offrire un circuito economico alternativo”, ha detto Minniti.

Ong devono coordinarsi con polizia

Il ministro dell’Interno ha parlato anche del piano d’azione della Commissione europea: ha accolto le nostre proposte, ha spiegato, la prima era un codice di comportamento per le ong che operano in mare. Le navi nel Mediterraneo, ha aggiunto, devono coordinarsi con l'attività di polizia giudiziaria: “Un Paese serio prende tutte le misure per coniugare la salvezza delle vite con le esigenze di sicurezza e di contrasto al traffico di esseri umani”. Il 34 per cento dei salvataggi fatti in questi mesi, ha sottolineato, è stato fatto dalle ong.

“Sproporzione” tra rotta balcanica e Mediterraneo centrale

Sull’accordo tra l'Unione europea e la Turchia, che ha consentito di bloccare le partenze da quel Paese verso l'Ue, Minniti ha detto: “C'è una sproporzione diretta tra quello che si è investito nella rotta balcanica e quello che si sta investendo oggi nel Mediterraneo centrale. Una sproporzione insostenibile e non accettabile”. Per la rotta del Mediterraneo centrale l’Ue ha messo sul tavolo 153 milioni per il 2017 e l'impegno per il 2018 per altri 200. “Basta? No, l’impegno è insufficiente. Serve l'impegno diretto dei singoli Paesi”, ha dichiarato il ministro.

“L’Italia ha dato una prova straordinaria di accoglienza”

Poi Minniti ha parlato anche del comportamento dell’Italia riguardo all’emergenza migranti. “L'Italia – ha detto – ha dato una prova straordinaria di accoglienza, è nel nostro dna. Ma si può separare la salvezza in mare dalla terra che accoglie. Se non c'è l'approdo, la terra, la salvezza è solo provvisoria”. E ha sottolineato come sia “difficile capire che ci sia una missione internazionale di salvataggio, ma che poi l'accoglienza sia di un solo Paese”. Sulla questione migranti, ha aggiunto Minniti, “non si gioca solo una partita di consenso di breve periodo, ma la tenuta del tessuto connettivo del nostro Paese, un pezzo di futuro della nostra democrazia. Sono convinto che questo Parlamento, in vista degli appuntamenti internazionali che ci attendono, ha più ragioni per unirsi e meno per dividersi”.

Sull’Austria: “Avevamo ragione”

Infine, una battuta sull’Austria e sul passo indietro riguardo allo schieramento di soldati al valico del Brennero. “Ieri di fronte all'idea dell'Austria di schierare truppe al confine abbiamo risposto che non c'era emergenza, che la cooperazione di polizia era ottima e che Italia e Austria hanno un'amicizia straordinaria. Oggi il cancelliere austriaco ha riconosciuto che non c'è emergenza, che la collaborazione tra le polizie è ottima e c'è una grande amicizia tra i due Paesi. Prendo atto e noto che forse avevamo ragione”.

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