Palermo, in 5 sfidano Orlando per conquistare Palazzo delle Aquile

La sede del Comune di Palermo
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Domenica 11 giugno il capoluogo siciliano è chiamato al voto. A contendersi la poltrona di sindaco sono in 6. Oltre al primo cittadino uscente, appoggiato anche dal Pd, i candidati maggiori sono Fabrizio Ferrandelli per il centrodestra e Ugo Forello del M5S. LO SPECIALE

Domenica 11 giugno sono chiamati alle urne, per scegliere il sindaco e rinnovare il consiglio comunale, anche un milione e 663mila siciliani. Tra i 129 comuni dell’isola al voto, c’è il capoluogo di Regione: Palermo (AFFLUENZA E RISULTATI IN TEMPO REALE). I candidati alla poltrona di primo cittadino sono sei: Leoluca Orlando, in corsa per la riconferma; Fabrizio Ferrandelli, intorno al quale il centrodestra ha ritrovato l'unità e che ha l'appoggio dell'ex governatore Totò Cuffaro; Ugo Forello, del M5S; Ismaele La Vardera, sostenuto da Fratelli d'Italia e dalla Lega di Salvini; Nadia Spallitta, appoggiata da Verdi e associazioni della società civile; Ciro Lomonte, del movimento “Siciliani liberi”. Avevano iniziato la campagna elettorale anche Francesco Messina, di “Centro riformista”, e Marco Lo Bue, di “Cambia Palermo con i palermitani”: il primo è stato escluso per problemi legati alle firme, il secondo si è ritirato. I sei candidati sindaco sono a capo di una pattuglia di circa settecento aspiranti consiglieri comunali, suddivisi in diciotto liste.

Come nel 2012, ma non del tutto

La sfida si ripete tra il sindaco uscente Leoluca Orlando e Fabrizio Ferrandelli, che si era presentato anche nel 2012. Stavolta, però, i partiti che li appoggiano sono diversi. Cinque anni fa Ferrandelli, consigliere comunale, ex capogruppo dell’Italia dei valori, aveva vinto le primarie del centrosinistra. Era sostenuto da Pd, Sel e liste civiche, ma non dal suo ex partito. L’Idv, infatti, l’aveva espulso e sosteneva Orlando, che era sceso in campo dopo la sconfitta di Rita Borsellino alle primarie. Al ballottaggio tra i due l’aveva spuntata Orlando. Il Pd, quindi, negli ultimi anni ha fatto opposizione alla sua giunta ma ora lo sostiene. Ferrandelli, invece, è diventato il candidato del centrodestra.

Orlando in cerca del quinto mandato

A supportare Leoluca Orlando ci sono sette liste: “Democratici e popolari”, nata dall’unione fra Partito democratico e Area popolare di Angelino Alfano; “Movimento 139”, da lui fondato quattro anni fa; “Mosaico Palermo”, che include anche Mdp; “Sinistra comune”, formata da Rifondazione e Sinistra italiana; “Alleanza per Palermo”, creata dal deputato regionale Totò Lentini; le civiche “Palermo 2022” e “Uniti per Palermo”. Orlando, nato nel 1947 a Palermo, avvocato, professore di Diritto pubblico regionale all’università del capoluogo siciliano, è sposato e ha due figlie. Oltre che dal 2012, è stato sindaco anche dal 1985 al 1990 (con la Dc) e dal 1993 al 2000 (all’epoca de La Rete). Ci aveva provato anche nel 2007, ma era stato sconfitto da Diego Cammarata. Nel 2001, inoltre, aveva perso contro Salvatore Cuffaro il duello per la guida della Regione. È stato anche deputato: una volta con La Rete, due con l’Idv. “Questa è l'ultima volta che mi candido come sindaco, stiamo costruendo il candidato del futuro”, ha detto Orlando. Che ha chiesto di essere riconfermato per proseguire il “cambiamento culturale”.

Ferrandelli ci riprova

“Orlando è un cialtrone che tiene in ostaggio la città da 35 anni”, ha ribattuto Fabrizio Ferrandelli proponendosi come il vero artefice del cambiamento. Nato nel 1980, sposato, con una figlia, è laureato in Lettere Moderne. Nel 2007 è stato eletto consigliere comunale a Palermo. Nel 2012, sconfitto da Orlando nella corsa al Comune, è diventato deputato regionale del Pd. Nel 2015 si è dimesso e ha fondato il movimento “I coraggiosi”. Quest’anno si era presentato come un candidato “senza partito”, ma alla fine ha incassato il sostegno del centrodestra. Oltre alla sua lista, lo spalleggiano altre sei: Forza Italia; Udc; “Cantiere popolare”, creata da Saverio Romano; “Per Palermo con Fabrizio”; “Palermo prima di tutto”; “Palermo al centro”. Ferrandelli ha avuto anche la benedizione pubblica di Totò Cuffaro, ex presidente della Regione condannato definitivamente a sette anni per favoreggiamento aggravato alla mafia e tornato in libertà nel dicembre del 2015. L'ex governatore ha ripreso a fare politica: non può essere in lista, ma si è ritagliato un ruolo di protagonista. Il candidato del centrodestra è coinvolto in un’inchiesta che ha a che fare con le Amministrative del 2012 e con un presunto voto di scambio politico-mafioso.

La corsa di Forello

Tra i due contendenti, il terzo incomodo è Salvatore Forello (detto Ugo). Il candidato del Movimento 5 Stelle è stato scelto attraverso le comunarie online: hanno partecipato in 590, ha ottenuto 357 voti. Avvocato, classe 1978, attivista in diverse associazioni, è sposato e ha due figli. Come consuetudine per i candidati pentastellati, è sostenuto solo dal M5S. Il Movimento, in città, ha sempre ottenuto buoni risultati ma ultimamente sta attraversando una crisi a causa dell’indagine della Procura di Palermo su alcune firme false che sarebbero state raccolte per presentare la lista alle Amministrative del 2012. Coinvolti diversi esponenti locali, tra cui alcuni deputati. Per quattordici persone è stato chiesto il rinvio a giudizio. Se all’inizio i grillini si erano mostrati compatti, poi erano emerse divisioni. Quando Claudia La Rocca, parlamentare regionale, si era presentata spontaneamente in Procura per confermare le accuse, con lei c’era il suo legale: Ugo Forello. L’avvocato è anche stato denunciato (tra gli altri, da Riccardo Nuti, Claudia Mannino e Giulia Di Vita) con l’accusa di aver orientato le dichiarazioni della super testimone: il gip ha archiviato l’inchiesta.

Gli altri tre candidati

Hanno il sostegno di una lista a testa gli altri tre candidati. C’è Ismaele La Vardera, giornalista 24enne appoggiato da Noi con Salvini e Fratelli d’Italia. I Verdi, invece, corrono con l’unica donna in lizza: l’avvocata Nadia Spallitta, vicepresidente del Consiglio comunale, in passato consigliera vicina al Pd che ha fatto le pulci all'amministrazione Orlando. C’è, infine, Ciro Lomonte: 57 anni, architetto, è il candidato del movimento “Siciliani liberi”, che si batte per l’indipendenza della regione.

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