Alitalia, Gentiloni: "Non ci sono condizioni per nazionalizzazione"

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Il premier ribadisce la posizione del governo e parla di "delusione" e "preoccupazione". Mentre si attende l'assemblea dei soci, che dovrebbe deliberare sulla proposta di commissariamento, Calenda ipotizza un "prestito ponte dallo Stato intorno ai 300-400 milioni"

“Sulla questione Alitalia bisogna dire la verità. L'ho già detta prima, lo dico anche adesso: non ci sono le condizioni per una nazionalizzazione”. È questa la posizione del premier Paolo Gentiloni sulla situazione della compagnia aerea, dopo la bocciatura dei dipendenti del pre-accordo tra azienda e sindacati. “Il governo – ha aggiunto – si sente impegnato a difendere lavoratori, utenti, contribuenti e cittadini per non disperdere risorse e asset della compagnia. Ci lavoreremo sapendo che l’esito del referendum rende più difficile la sfida”.

La “delusione” di Gentiloni

Gentiloni ha parlato a Benevento, a margine della visita al pastificio Rummo. “Non posso tacere la preoccupazione per quello che sta accadendo ad Alitalia – ha detto –. Bisognerebbe essere in grado di stare sul mercato per competere. Da parte mia c'è stata delusione per il fatto che l'opportunità dell'accordo tra azienda e sindacati non sia stata colta”.

Si attende l’assemblea dei soci

Il cda della compagnia, intanto, ha dato il via alle procedure per il commissariamento dell’azienda. L’assemblea dei soci per deliberare sulla questione, secondo quanto si apprende, si svolgerà in seconda convocazione il 2 maggio. La prima convocazione era prevista per il 27 aprile. L’assemblea dovrà dare l’ok alla proposta del cda di andare al commissariamento, il secondo dopo quello del 2008, oppure esprimere la volontà di percorre altre strade, che appaiono al momento poco probabili.

Calenda ipotizza prestito ponte dallo Stato

“Il nuovo commissario deve assicurare la continuità dell'azienda e poi trovare un acquirente per Alitalia che sappia gestirla”, ha detto il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, a Radio 24. Per la continuità, ha spiegato, “l'unica cosa sarà avere un prestito ponte dallo Stato, intorno ai 300-400 milioni, per assicurare sei mesi di gestione”. Alla domanda su Lufthansa, che sembra molto interessata a comprare Alitalia, Calenda ha risposto: “Lo spero. Sarebbe interessante da esplorare”.

Le reazioni di partiti e Cei

Mentre il Pd chiede di “verificare ogni possibile alternativa” al fallimento, Forza Italia ipotizza aiuti di Stato e il Movimento 5 Stelle propende per la nazionalizzazione, sulla faccenda interviene anche la Cei. “Oggi sull'Alitalia bisogna andare a rileggersi quello che fu detto quando si rifiutò l'alleanza con Air France e Klm. Allora si disse: ‘Stiamo attenti, perché in nome dell'italianità si sta mettendo una brutta pezza a colori che prima o poi pagheremo’. Allora si difendeva l'italianità, ora non so cosa si può più difendere. Chi non risolse i problemi allora, non può tirarsi fuori", ha detto il segretario generale, monsignor Nunzio Galantino.

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