Lingotto, terza giornata. Gentiloni: con Renzi per futuro dell'Italia

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Si conclude la tre giorni organizzata da Matteo Renzi a Torino per lanciare la sua candidatura alla segreteria del Pd. L'ex premier parlerà in mattinata. Fedeli: "Mancano leader donne". Orfini: "La sinistra siamo noi"

Al via la terza e ultima giornata di lavori al padiglione 1 del Lingotto di Torino, dove si conclude la tre giorni organizzata da Matteo Renzi per lanciare la sua corsa a segretario del Pd. L’intervento dell’ex premier è atteso in mattinata. Alla kermesse presente anche Paolo Gentiloni, che però non dovrebbe intervenire.  

 

 

Fedeli: "Mancano leader donne" - Fra gli interventi, quello del ministro per l'Istruzione Valeria Fedeli che, parlando al Lingotto, ha detto:"Va bene Matteo Renzi e Maurizio Martina, ma accanto a loro mancano due giovani leader donne. Lo dico a Matteo e a Maurizio: c'è una mancanza". 

 

Orfini:"La sinistra siamo noi, non i partitini" - "Sinistra è una parola bella davvero, che si porta dietro una storia", ha detto Matteo Orfini, dal palco del Lingotto. E ha poi aggiunto che la sinistra non va "chiusa in uno spazio angusto" o "chiusa in un partitino". "La sinistra italiana siamo noi", ha ribadito, "è il Pd". Poi, l'apertura verso l'ex sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, che l'11 marzo ha presentato la sua nuova iniziativa politica:"Con Pisapia vogliamo continuare a lavorare e combattere insieme e siamo interessati a ciò che si muove intorno".

 

Rosato: nessun veto a futura alleanza con Mdp - Il capogruppo della Camera, Ettore Rosato, rispondendo a chi gli ha chiesto se ci siano veti a future alleanze con chi ha lasciato il Pd - come i parlamentari Mdp -, ha detto: ”Certo, si può costruire un progetto politico con chi ha chiaro chi sono gli avversari: per noi sono i populisti e la destra, speriamo di trovare i vecchi compagni di strada sulla stessa lunghezza d’onda”.

 

Serracchiani:”Chi è uscito non pensi di rientrare” - Duro, invece, il commento della vicesegretaria del Pd, Deborah Serracchiani su chi ha lasciato il partito: ”Pisapia è la sinistra a cui guardare, ma non pensi chi è uscito dal Pd di rientrare con quel listone. La soluzione non è girare le spalle, vigliaccamente andarsene e poi condizionare il partito da cui si è usciti, non ci faremo condizionare”.

 

Fassino: prevalga vocazione maggioritaria - Per Piero Fassino, accompagnato da un lungo applauso all'inzio del suo intervento, a prevalere ora nel Pd dev'essere la componente maggioritaria perché "i rischi di frammentazione sono davanti a noi ed ancora più grande è il rischio di un sistema politico che genera incertezza". In quest'ottica, per Fassino, il Pd è l'unico partito che può portare il campo progressista a una maggioranza.

 

Renzi, gli sfidanti e le primarie - “Vogliamo cambiare l’Italia, renderla più giusta”, aveva scritto Renzi in un lungo post su Facebook, con cui aveva anche ricordato che il popolo del Lingotto era unito “contro catastrofici” per rendere il Paese “più forte”. A sfidare l’ex premier, alla corsa come segretario del partito, nelle primarie che si terranno il 30 aprile, ci sono Andrea Orlando e Michele Emiliano. Renzi, durante la tre giorni organizzata nel luogo dove, dieci anni fa, Walter Veltroni tenne a battesimo il Pd, ha scritto - insieme ai sostenitori della sua mozione - il programma per la corsa alla segreteria. L’ex premier vuole condurre una campagna in giro per l’Italia, all’insegna dell’hashtag #incammino.

 

Gli interventi della seconda giornata - Nella seconda giornata, si era tenuta l’assemblea plenaria e nel pomeriggio si erano riuniti 12 gruppi di lavoro. Molti gli interventi di personalità di spicco del Pd, durante la kermesse. Dal ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina, che ha detto di “voler guardare avanti”, a quello del ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, che ha ribadito la volontà di impedire uno scenario di “Italia-Exit”. Sergio Chiamparino, nel suo intervento, ha ripetuto che sarebbe stato un vigliacco a “lasciare la barca ora”, mentre Orfini ha garantito che dalla kermesse uscirà “un Pd più forte e unito”.

 

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