Lingotto, Padoan: "Ipotesi di Ital-exit mi fa rabbrividire"

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Continua a Torino la tre giorni organizzata da Matteo Renzi per lanciare la sua corsa a segretario Dem. "Vogliamo cambiare il Paese, siamo qui per farlo insieme", ha scritto su Facebook. Il ministro Martina: "Noi siamo il Pd, non torniamo indietro e guardiamo avanti"

Seconda giornata di lavori, al padiglione 1 del Lingotto di Torino, per la kermesse organizzata da Matteo Renzi per lanciare la sua corsa a segretario del Pd. “La forza di questa storia è che qui c'è un popolo vero, in carne e ossa, che non si rassegna a lasciare il futuro al catastrofismo. Quello che interessa a questo popolo è cambiare l'Italia. Renderla più giusta e più forte. Siamo al Lingotto per farlo, insieme”, ha scritto su Facebook Renzi. Le primarie per la leadership del partito si terranno il 30 aprile e in corsa, oltre a Renzi, ci sono Andrea Orlando e Michele Emiliano.


Martina: "Guardare avanti" - Dal palco è intervenuto il ministro dell'Agricoltura Maurizio Martina, che corre in ticket con Renzi per il congresso Pd. "Noi siamo il partito Democratico, non torniamo indietro e vogliamo guardare avanti. Proprio 10 anni fa qui si realizzò uno dei momenti più alti del centrosinistra, siamo qui perché vogliamo ancora essere all'altezza di quella prospettiva”, ha detto.

 

 

Padoan: “Ital-Exit mi fa rabbrividire. Non lo faremo succedere” - Al Lingotto è intervenuto anche il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, che ha incentrato il suo discorso sull’Europa. “Di questi tempi vanno molto di moda scenari apocalittici sulla Ital-Exit. Mi fanno rabbrividire”, ha detto il ministro. “Chi fa queste proposte”, ha continuato, “non ha nessuna idea dei danni economici, sociali e culturali che andrebbero a colpire i normali cittadini, tutti noi, tutti voi. Non lo faremo succedere”. Le priorità, per Padoan, rimangono quelle della crescita, che deve essere “inclusiva” nell’Ue, del lavoro - soprattutto quello dei giovani - dell’istruzione e della sicurezza, lontano da “nazionalismo e frantumazione”.

 

Chiamparino: "Vigliacco se lasciassi barca ora" - Ha preso la parola anche il presidente del Piemonte, Sergio Chiamparino. A chi gli ha chiesto se “è ancora renziano”, ha risposto: “Sono salito sulla barca, magari da irregolare, fin dall'inizio e non sarei a posto con me stesso se in questo momento in cui il vento non soffia più in poppa cambiassi casacca. Mi sentirei un vigliacco. Questo non vuole dire rinunciare a dire le proprie opinioni”. “Quando la gente parla del Pd – ha aggiunto Chiamparino – parla di Renzi. Questa è una grande forza ma può anche essere una grande debolezza, perché può diventare autoreferenzialità”. Poi una stoccata a chi ha lasciato: “La battaglia per riconquistare voti dovevano farla dentro il partito”.


Orfini: "Da qui Pd più forte e unito" - "Da questo congresso uscirà un Pd più unito e più forte", ha detto invece il presidente del Partito democratico Matteo Orfini a margine di un incontro. “Dopo quello che è successo nei mesi scorsi – ha detto Orfini riferendosi ai risultati del referendum – abbiamo bisogno di comprendere su che basi costruire un nuovo progetto per il Paese, un progetto di cambiamenti che riaccenda la speranza e non si rassegni alla rabbia, alla paura e al populismo".



Ospite anche Emma Bonino - Al Lingotto è intervenuta anche Emma Bonino. "I rapporti con i segretari del Pd non sono mai stati idilliaci, tant'è che mi sono stupita quando Martina mi ha invitata. Vi abbiamo rincorsi ovunque, ma alla fine mi sono sentita una questuante molesta e ho smesso”, ha rivelato. 

 




Renzi: “Ridare speranza al Paese” - La tre giorni del Lingotto 2017, in un luogo simbolo del Pd (dieci anni fa Walter Veltroni, proprio qui, tenne a battesimo il Partito democratico), è stata aperta ieri da Matteo Renzi. Durante l’evento l’ex premier scriverà insieme ai sostenitori della sua mozione, tra cui oltre cento parlamentari Pd, il programma per la corsa alla segreteria. 

 

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