Nasce Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni eletto segretario

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Si è concluso il Congresso fondativo del nuovo partito, erede di Sinistra Ecologia e Libertà. Daremo voce "agli esclusi, ai precari, ai giovani sfruttati", ha detto il nuovo leader. Lavori segnati dal dialogo a distanza con Roma e con l'Assemblea del Pd. Vendola: "Pronti a parlare, ma non con il cappello in mano"

Nel giorno in cui a Roma il Pd si è riunito per l’Assemblea, a Rimini è andata in scena la giornata conclusiva del Congresso fondativo del nuovo partito Sinistra Italiana, forza erede di Sinistra Ecologia e Libertà. Al termine dei lavori, Nicola Fratoianni è stato eletto segretario di SI con 503 voti favorevoli, 32 contrari e 28 astenuti. “Non confondere quello che va fatto, cioè dialogare e interloquire senza arroganza, con l'incapacità di determinare un nostro punto di vista, il nostro soggetto”, ha detto il neoeletto Fratoianni in uno dei passaggi centrali dell'intervento finale del Congresso. E ancora: “Ora dobbiamo ripartire concretamente lavorando a favore dei referendum Cgil sul lavoro. Dobbiamo creare 500 comitati”.



Chi è Fratoianni - Nicola Fratoianni è un deputato pisano classe 1972, allievo di Nichi Vendola, ex capo dei giovani del Prc, interista con un figlio piccolo, laureato in Filosofia. È convinto che la sinistra “debba fare il suo mestiere, e di questi tempi non è poco”. È aperto al dialogo con le altre anime della sinistra italiana, ma con orgoglio e senza subalternità. Punta le sue carte sul referendum Cgil, sui diritti e l'accoglienza dei migranti. Nel suo profilo Twitter assicura che sarà “per sempre uno di quelli che nel luglio 2001 era a Genova”.

Il dialogo a distanza con Roma - La sua elezione cade in un giorno importante per il fronte progressista italiano, nelle stesse ore in cui a Roma si sta sancendo la scissione interna al Pd. A Speranza e compagni, nel suo primo discorso da segretario, Fratoianni lancia subito una sfida: “Se la scissione dovesse portare a nuove articolazioni nei gruppi parlamentari, vorrei vedere cosa faranno nel momento in cui si dovesse votare la fiducia al governo Gentiloni".

Vendola: dialogo sì, “ma non con il cappello in mano” - Tutta la tre giorni al PalaCongressi è stata segnata dal dialogo a distanza con Roma e dallo scontro interno al Pd, tra il desiderio di una possibile intesa e la rivendicazione di aver capito prima di tutti la vera natura conservatrice della leadership renziana. In apertura Fabio Mussi, da padre nobile del partito, aveva bollato l'ex premier come un "Achille Lauro 4.0". Ma tanti hanno criticato anche l'ala che lo sta abbandonando. Pippo Civati, molto applaudito, ha ricordato che "la sconfitta è venuta prima di Renzi". Ancora più esplicito Stefano Fassina: "Non siamo l'organizzazione giovanile di D'Alema e Bersani, abbiamo già dato". Netto anche il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris: "Io lavoro a una sinistra di popolo, a un'alternativa democratica e sociale che non può essere guidata da D'Alema", ha detto accolto dall'ovazione. "Pronti al dialogo, ma non con il cappello in mano", ha ribadito Nichi Vendola, nel suo ultimo emozionato intervento come leader di partito uscente. “La parola di sinistra deve tornare a far battere il cuore alle ragazze e ai ragazzi. Per farlo ci vuole coraggio”, ha aggiunto. Ma al di là del tema delle alleanze future, Sinistra Italiana nasce con l'obbiettivo di dare voce “agli esclusi, ai precari, ai giovani sfruttati", come elenca Fratoianni. E la prima battaglia sarà quella dei referendum sul lavoro della Cgil.

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