Usa, torna la pena di morte in Ohio: eseguita sentenza di condanna

Phillips era stato condannato nel 1993 per lo stupro e l'uccisione di una bambina di 3 anni (Getty Images)
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Ronald Phillips è stato ucciso con un’iniezione letale dopo che la sua esecuzione era stata rimandata sei volte perché i tribunali dello Stato americano ritenevano inadeguato il mix di farmaci utilizzato

Dopo tre anni e mezzo lo Stato dell'Ohio è tornato ad utilizzare la pena capitale. La sentenza di morte è stata eseguita con un'iniezione letale. Il condannato era Ronald Phillips che nel 1993 stuprò e uccise Sheila Marie Evans, figlia di 3 anni della sua fidanzata di allora. Nello stato americano del Midwest le esecuzioni erano state sospese dal 2014, quando la sperimentazione di un nuovo mix di sostanze per l’iniezione letale provocò a un giustiziato un'agonia di oltre 25 minuti.

Le ultime parole

Ronald Phillips aveva 43 anni ed era in carcere dal 1993. La sua esecuzione è stata rinviata sei volte perché i tribunali dell’Ohio hanno dato ragione ai legali di Phillips che sostenevano che il mix di farmaci in uso nei penitenziari dello Stato comportasse una "morte crudelmente dolorosa". Tesi che però nel processo d’appello la Corte Suprema ha respinto, ordinando l’esecuzione della pena di morte. Durante il procedimento i difensori di Phillips hanno sostenuto che il detenuto non fosse più "il teenager che all'inizio degli anni '90 ha compiuto quel brutale omicidio", tanto che durante la detenzione ha ottenuto la certificazione per diventare ministro di culto. Le ultime parole di Phillips prima di ricevere l’iniezione letale sono state rivolte alla famiglia della vittima: "Per tutti questi anni ho pregato per ricevere il vostro perdono. Sheila Marie non meritava quello che le ho fatto. So che ora è con il Signore e non soffre più".

Cocktail di farmaci

L’ultima condanna a morte che era stata eseguita nello Stato dell’Ohio risaliva al 2014. In quel caso a ricevere l’iniezione letale era stato Dennis McGuire, un uomo di 53 anni condannato nel 1994 per lo stupro e l’uccisione di una ragazza 22enne, allora incinta. La sostanza iniettata a McGuire, però, impiegò circa 25 minuti per ucciderlo. In quel caso fu utilizzato un composto di sostanze sperimentato per la prima volta dallo Stato, che combinava il sedativo midazolam e l’idromorfone, un elemento analgesico simile alla morfina.

Meno condanne ed esecuzioni

Attualmente l’Ohio ha già pianificato l’esecuzione di 26 detenuti fino al 2020. Il prossimo a dover affrontare la pena di morte, se non ci saranno richieste di rinvio, sarà Gary Otte, il 13 settembre del 2017, anno nel quale negli Stati Uniti sono state uccise con iniezione letale 15 persone. Ma il numero di condanne capitali negli ultimi anni sta diminuendo: nel 2016, infatti, sono state inflitte a 30 persone, il numero più basso dagli anni '70; nel 1996 (anno record) erano state 315. La tendenza è favorita dell’intervento dei tribunali che in molti casi impediscono l’esecuzione della pena per mancanza di famaci adeguati e dal fatto che alcuni Stati nell’ultimo decennio hanno deciso di abolirla. Scelta che però non ha raccolto consensi in California dove lo scorso novembre gli elettori hanno respinto il referendum che proponeva l’abrogazione della misura capitale. E le esecuzioni sono tornate anche in Nebraska, dove gli elettori, sempre nel novembre del 2016, ne hanno votato il ripristino respingendo la decisione del Parlamento statale di sospendere la pena capitale. 

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