Usa, rimosso il bando sui laptop in cabina su voli da Medio Oriente

Due passeggere con i loro laptop a bordo di un aereo (Getty Images)
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Lo ha comunicato il Dipartimento americano per la sicurezza precisando come il divieto interessasse 10 aeroporti e 9 compagnie aeree. Rimane in vigore il cosiddetto "Muslim ban", che riguarda i passeggeri provenienti da sei paesi

Gli Stati Uniti hanno rimosso il divieto sul trasporto dei laptop in cabina sui voli provenienti da diversi paesi mediorientali. Lo ha comunicato il Dipartimento americano per la sicurezza interna (Dhs) che ha inoltre precisato come nei grandi aeroporti della regione verranno da subito adottate altre misure per potenziare la sicurezza dei passeggeri.

Il bando elettronico

Insieme al cosiddetto "Muslim ban", che impedisce l'entrata negli Stati Uniti di persone provenienti da alcuni paesi del Medio Oriente, il bando elettronico ha rappresentato fino ad oggi la risposta dell'amministrazione Trump ai problemi di sicurezza negli aeroporti del Paese. La misura era stata adottata lo scorso marzo e, per quattro mesi, ha impedito ai passeggeri provenienti dalle aree mediorientali e dal Nord Africa di trasportare a bordo del volo i loro laptop. Il termine del divieto è stato reso noto lo scorso 19 luglio da David Lapan, portavoce del Dhs, che in un tweet ha precisato come la misura riguardasse 10 aeroporti e 9 compagnie aeree: Emirates, Etihad Airways, Qatar Airways, Turkish Airlines, Saudi Arabian Airlines, Royal Jordanian, Kuwait Airways, EgyptAir e Royal Air Maroc. L'ultimo scalo, in ordine di tempo, a essere liberato dalla misura restrittiva è stato il "King Khalid International Airport" di Riad, Arabia Saudita.

Resta il divieto sulle persone

I dirigenti governativi hanno permesso la rimozione del divieto dopo aver visitato, nelle ultime tre settimane, i 10 aeroporti a cui si indirizzava il provvedimento e aver constatato un miglioramento delle misure di sicurezza annunciate lo scorso mese. Gli scali interessati erano quelli in Egitto, Marocco, Giordania, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Kuwait, Qatar e Turchia. La stessa Iata (International Air Transport Association) la maggiore organizzazione internazionale di compagnie aeree, aveva già criticato il provvedimento bollandolo come inefficace dal momento che, hanno sostenuto gli esperti di sicurezza, i militanti avrebbero potuto viaggiare negli Usa attraverso l'Europa dove le restrizioni non erano applicate. Rimane in vigore, invece, quello che è stato uno dei più discussi provvedimenti dell'attuale amministrazione statunitense: il cosiddetto "Muslim Ban" che impedisce l'entrata negli Usa di passeggeri provenienti da sei paesi considerati come una "minaccia": Iran, Libia, Somalia, Sudan, Siria e Yemen. Una misura che ha aperto un vero e proprio contenzioso legale all'interno del Paese dove, più di un giudice ha sospeso la sua applicazione e ha chiesto alla Corte Suprema di pronunciarsi sulla sua presunta incostituzionalità.

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