Stati Uniti, Sean Spicer si dimette da portavoce di Trump

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Secondo la stampa americana, non avrebbe digerito la nomina a direttore delle comunicazioni di Anthony Scaramucci. "È stato un onore", ha scritto sui social

Sean Spicer, portavoce della Casa Bianca, si è formalmente dimesso dal suo incarico. Lo ha confermato lui stesso con un tweet dopo le indiscrezioni lanciate dal New York Times. Alla base della decisione, ci sarebbe la nomina del finanziere Anthony Scaramucci a direttore delle comunicazioni della Casa Bianca. Sara Huckabee Sanders prenderà il suo posto.


 

Le dimissioni

"È stato un onore e un privilegio servire il presidente Donald Trump e questo incredibile Paese. Continuerò a svolgere il mio ruolo per tutto il mese di agosto", ha scritto Spicer sui social network. Nonostante il diplomatico saluto, secondo la stampa americana l'ormai ex portavoce sarebbe molto indispettito dalla decisione di Donald Trump di affidare il ruolo di direttore delle comunicazioni a Scaramucci. Negli ultimi mesi, infatti, a coprire questo incarico era stato proprio Spicer, che lo aveva assunto in seguito alle dimissioni del precedente funzionario Mike Dubke. Pur esercitando entrambe le funzioni, quella di portavoce e di capo delle comunicazioni, da tempo non teneva i briefing quotidiani nella sala stampa della Casa Bianca, affidati alla sua vice, Sarah Huckabee Sanders.   

 

Un personaggio controverso

Sean Spicer è diventato uno dei volti più noti dell’entourage del presidente Trump a causa dell'atteggiamento aggressivo e delle  numerose gaffe che lo hanno visto protagonista, e che gli sono valse anche un'imitazione al “Saturday Night Live”, noto show satirico della tv americana. Alimentò polemiche lo scorso aprile, quando per attaccare il presidente siriano Assad, dichiarò che neppure Hitler aveva mai usato armi chimiche contro il suo popolo, dimenticando i milioni di ebrei tedeschi morti nelle camere a gas dei campi di sterminio nazisti.  Anthony Scaramucci è invece un finanziere, sostenitore di Trump di lunga data e ha difeso l’operato del presidente americano in numerosi programmi televisivi.

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