Usa, segretario della Difesa concede intervista a studente sedicenne

Il segretario della Difesa Usa, Jim Mattis, arriva a un meeting Nato a Bruxelles il 29 giugno 2017 (Getty Images)
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James Mattis ha accettato di rispondere alle domande del 16enne Teddy Fischer di Seattle. Nel colloquio di 45 minuti il numero uno del Pentagono si è espresso su diversi temi

Dal ruolo della diplomazia al valore dell'educazione, fino alle differenze fra le amministrazioni Obama e Trump e il potere del singolo di provocare cambiamenti. È stata un'intervista a tutto tondo quella concessa dal Segretario della Difesa statunitense, Jim Mattis, al giovane Teddy Fischer, un aspirante giornalista di 16 anni.

Intervista telefonica

Il giovane, iscritto alla scuola di giornalismo di Mercer Island, sobborgo di Seattle nello Stato di Washington, era riuscito a mettersi in contatto con Mattis lo scorso marzo. Per errore il Washington Post aveva infatti pubblicato una foto di Mattis nella quale appariva il suo numero privato. Appuntata l'utenza dell'ex militare, Fischer ha inviato una richiesta d'intervista alla quale Mattis ha acconsentito di rispondere per pochi minuti durante il Memorial Day dello scorso 29 maggio. "Ho ascoltato il tuo messaggio e stavo per cancellarlo, ma tu eri dello Stato di Washington e io sono cresciuto proprio in quello Stato, dall'altra parte delle montagne. Ho pensato che ti avrei chiamato", ha detto il Segretario alla difesa Usa al giovane giornalista. Superando le attese, il colloquio telefonico è proseguito per ben 45 minuti, durante i quali il rappresentante del governo ha espresso la sua opinione su un vasto numero di argomenti.

Le strategie difensive di Obama e Trump

Alla domanda sulla politica estera degli Stati Uniti, Mattis è stato molto chiaro sostenendo che si tratta di un affare del Dipartimento di Stato, non del Pentagono. "Ciò che deve essere certo – ha detto il titolare della Difesa – è che la politica estera sia condotta dai diplomatici, non dai militari". Sulla lotta al terrorismo e la difesa del Paese, Mattis ha sostenuto di non rilevare particolari differenze fra le politiche di Obama e quelle di Trump. "Penso che le due amministrazioni rappresentino più variazioni su un tema che approcci totalmente differenti", con la precisazione che Obama avrebbe dovuto seguire di più i consigli del suo Segretario di Stato, Hillary Clinton, la quale sosteneva a suo tempo un intervento più aggressivo in Siria.

Il pericolo iraniano

Tra le tante domande a cui il Segretario della Difesa si è offerto di rispondere c'è stata anche quella sull'Iran considerato il paese "con l'influenza più destabilizzante nel Medio Oriente". Secondo Mattis, oltre al veto della Russia alle Nazioni Unite,"se Assad è potuto rimanere al potere, uccidere centinaia di migliaia di persone del suo stesso popolo, permettere ai terroristi di organizzarsi, e costringere milioni di persone a lasciare le loro case senza nulla, è tutta colpa dell'Iran”.

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