Russiagate, Trump ammette su Twitter: "Sono indagato"

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Il presidente parla di "caccia alle streghe". "Indagato per aver licenziato il direttore dell'Fbi dall'uomo che mi ha detto di licenziare il direttore dell'Fbi", scrive. L'ipotesi è che il tycoon abbia ostruito la giustizia

Donald Trump ammette di essere indagato. Lo fa con un messaggio su Twitter. “Sono indagato per aver licenziato il direttore dell'Fbi dall'uomo che mi ha detto di licenziare il direttore dell'Fbi! Caccia alle streghe”, ha scritto il presidente Usa sul social.


 

Attacco a Mueller o a Rosenstein?

Mentre non ci sono dubbi che il direttore dell’Fbi sia James Comey, fatto fuori dal tycoon nel maggio scorso, non è chiaro a chi il leader della casa Bianca si riferisca quando parla “dell’uomo” che gli avrebbe detto di licenziarlo. Le ipotesi più plausibili sono due. Il bersaglio di Trump potrebbe essere Robert Mueller, procuratore speciale che coordina le indagini sul Russiagate: sta indagando sull'ipotesi che il presidente possa aver ostruito la giustizia (è lo stesso reato per cui, nel 1974, Richard Nixon si dimise evitando un sicuro impeachment). Oppure, ipotesi più probabile secondo molti, potrebbe essere Rod Rosenstein, vice ministro della Giustizia che supervisiona tutte le questioni relative al Russiagate da quando il ministro Jeff Sessions, visto il suo coinvolgimento, si è ricusato. Rosenstein, infatti, ha firmato il documento in cui si raccomandava a Trump il licenziamento di Comey e, dopo le polemiche, ha deciso la nomina di Mueller. Il vice ministro della Giustizia è l'unico che ha potere, anche di licenziamento, sul procuratore speciale. Secondo Abc, Rosenstein avrebbe ammesso privatamente che potrebbe astenersi dalle indagini sul Russiagate.
Proprio sul Russiagate, in un altro tweet, Trump ha scritto: “Dopo sette mesi di indagini e audizioni parlamentari sulle ‘mie collusioni con i russi’, nessuno è stato in grado di mostrare alcuna prova. Triste!”.


Mueller indaga anche su Kushner

Il tweet di Trump è arrivato nel giorno in cui il Washington Post, citando fonti investigative, ha scritto che il procuratore speciale Mueller starebbe indagando anche sulle operazioni finanziarie e imprenditoriali condotte da Jared Kushner, genero e consigliere di Trump. Il giornale parla di indagini anche sulle operazioni finanziarie di altre persone molto vicine al presidente, come l'ex consigliere alla sicurezza nazionale Michael Flynn e gli ex responsabili della campagna del tycoon, come Paul Manafort e Carter Page.

Dagli incontri alle operazioni finanziarie

I media Usa, già nelle scorse settimane, avevano indicato Kushner come “persona di interesse” nelle indagini del Russiagate. Una notizia che aveva messo in imbarazzo il presidente Trump durante il summit del G7 di Taormina, con il genero costretto a rientrare prima negli Stati Uniti insieme alla moglie Ivanka. È la prima volta, però, che emerge come gli investigatori si stiano concentrando sulle operazioni finanziarie riconducibili a Kushner. Finora, infatti, nel mirino c'erano i suoi incontri con l'ambasciatore russo a Washington Sergei Kislyak e con Sergei Gorkov, numero uno della Vnesheconombank, banca di proprietà dello Stato russo. Nell'incontro con Kislyak, Kushner avrebbe anche proposto di instaurare un canale di comunicazione diretto ma segreto tra la Casa Bianca e il Cremlino.

Anche Pence ingaggia legale personale

Anche il vicepresidente americano Mike Pence, intanto, ha ingaggiato un suo legale personale, esterno alla Casa Bianca, che lo dovrà assistere e rappresentare nell'ambito delle indagini del Russiagate. Il legale scelto è Richard Cullen, ex procuratore in Virginia. La decisione di Pence è arrivata dopo che già il presidente Trump aveva deciso, un mese fa, di assumere un suo legale privato, Marc Kasowitz. L'ufficio del vicepresidente ha sottolineato che la mossa di Pence è motivata dalla volontà di collaborare a pieno con le indagini. Cullen ha fatto parte del team legale dell'ex presidente George W. Bush durante la vicenda del riconteggio dei voti in Florida nelle elezioni presidenziali del 2000. Tra i clienti del legale, in passato, molti politici e anche Elin Nordegren, ex moglie di Tiger Woods.

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