Attentato Londra, killer italo-marocchino passò controlli a Stansted

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Secondo la Bbc, Youssef Zaghba sarebbe stato stato lasciato passare all'aeroporto londinese, nonostante fosse indicato come potenziale sospetto sulla base della segnalazione delle autorità italiane. Gabrielli: "Coscienza e carte a posto"

Youssef Zaghba, l'italo-marocchino coinvolto nell’attacco terroristico di Londra del 3 giugno, sarebbe stato lasciato passare al controllo passaporti dell'aeroporto londinese di Stansted, nonostante il suo nome fosse indicato nel sistema di Schengen come quello di un potenziale sospetto, sulla base delle segnalazioni delle autorità italiane che risalivano al marzo 2016. A rivelare la notizia è stato Danny Shaw, un corrispondente di affari interni della Bbc, che ha citato fonti ufficiose precisando che l’episodio sarebbe avvenuto "a gennaio".

Gabrielli: "Abbiamo carte e coscienza a posto"

"Noi abbiamo le carte e la coscienza a posto”. Ha commentato così le indiscrezioni sul terzo terrorista di Londra e sui suoi legami con l’Italia, il capo della polizia, Franco Gabrielli. "Comprendiamo le difficoltà e l'affanno di chi lavora in condizioni difficili ed è chiamato a gestire situazioni complesse, ma sarebbe scorretto e poco istituzionale se noi, da una posizione di forza, ci mettessimo a polemizzare con chi è in difficoltà", ha poi precisato. Quello delle gestione delle segnalazioni, ha spiegato Gabrielli, è un tema "estremamente complesso, strettamente connesso al numero di segnalazioni che ognuno deve gestire". Ci sono alcuni Paesi, per esempio, "dove le segnalazioni sono innumerevoli e altri, come il nostro, in cui ce ne sono meno e dunque è più facile la gestione". Per questo motivo, conclude, "non mi ergo a censore dei comportamenti degli altri". 

Zaghba e i movimenti in Italia

Zaghba, come confermato da Scotland Yard, era nato a Fez (Marocco, dove risulta ancora residente) nel gennaio 1995, da padre marocchino e madre italiana. Il 15 marzo 2016, il giovane era stato fermato dall'Antiterrorismo all'aeroporto bolognese mentre stava partendo per Istanbul, con un biglietto di sola andata. Sul suo computer, di cui la procura dispose il sequestro, dicono alcune fonti, era stato trovato materiale riconducibile all'estremismo islamico. L'intelligence italiana, in quel caso, avrebbe segnalato la sua presenza e i suoi spostamenti anche al Regno Unito. Le autorità britanniche, però, hanno fatto sapere che il soggetto era sconosciuto.

Gli oggetti sequestrati a Zaghba stavano per essergli restituiti

Sul caso Zghba è emerso anche che gli oggetti sequestrati nel marzo del 2016 all'aeroporto di Bologna all’attentatore stavano per essergli restituiti, poco prima che intervenisse il dissequestro del tribunale del Riesame, come avrebbero rivelato fonti investigative. Oltre al passaporto, era stato sequestrato un cellulare e poi alcune sim e un pc. All'atto della convalida del sequestro, il procuratore aggiunto Valter Giovannini aveva disposto verifiche informatiche e la duplicazione del contenuto, la cosiddetta “copia forense”, delegandola alla Polizia postale. Le copie furono fatte in pochi giorni e il materiale venne esaminato. Dal telefono giovane erano emerse alcune immagini scaricabili dal web di uomini armati, mentre in altre c’erano preghiere in arabo. Il materiale stava per essere restituito perché, come hanno spiegato le fonti, non esistere il reato autonomo di detenzione illegale di materiale riconducibile a contesti terroristici. 

Trovato corpo nel Tamigi: potrebbe essere quello dell'ottava vittima 

Intanto, nella capitale britannica, la polizia ha trovato un corpo nel Tamigi. Potrebbe essere proprio quello di un cittadino francese di 45 anni dato per disperso dopo l'attacco terroristico del 3 giugno, come riporta Sky News. Se l’ipotesi fosse confermata, si tratterebbe del corpo di Xavier Thomas, la terza vittima di origini francesi, che farebbe salire a otto, come scrive l'Associated Press, il numero dei morti nell'attentato. Xavier Thomas si trovava a Londra con la fidanzata e la sera dell'attacco i due sarebbero stati proprio al London Bridge. La donna sarebbe rimasta ferita durante l'attentato, mentre dell'uomo non si avevano notizie. Le vittime francesi fino ad ora identificate sarebbero due, come hanno confermato da Parigi la mattina del 7 giugno, mentre i feriti sono otto, quattro dei quali in gravi condizioni.
 

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