Mosca: fermati quattro presunti affiliati all'Isis

Nel nascondiglio sono state rinvenute anche armi da fuoco automatiche, munizioni, granate e materiale propagandistico (Getty Images)
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I servizi di sicurezza russi hanno rinvenuto, nella casa che li ospitava, un ordigno pronto all’uso e un laboratorio per la produzione di esplosivi. Secondo l’intelligence, dopo aver colpito la capitale, avevano pianificato di andare a combattere in Siria

Stavano preparando attentati con ordigni artigianali nella rete dei trasporti di Mosca. Con questa accusa i servizi di sicurezza russi (Fsb) hanno fermato nella capitale quattro presunti terroristi di un gruppo affiliato all'Isis. Secondo l'Fsb, i quattro prendevano ordini direttamente dal quartier generale del sedicente Stato islamico in Siria, dove prevedevano di andare dopo gli attentati.

Ritrovato un ordigno pronto per l’uso

"Nel corso delle perquisizioni nelle abitazioni dei fermati – fa sapere il servizio di sicurezza - è stato trovato un laboratorio per la produzione di esplosivi e un ordigno artigianale con elementi lesivi pronto per l'uso". Nel nascondiglio sono state rinvenute anche armi da fuoco automatiche, munizioni, granate e materiale propagandistico – libri e video - "di carattere estremistico e terroristico".

In Siria per combattere

I presunti terroristi fermati dall'Fsb sono di cittadinanza russa e di paesi dell'Asia centrale. Secondo i servizi segreti, avevano pianificato di colpire Mosca per poi trovare rifugio in Siria, dove "avrebbero preso parte alle ostilità nelle fila dei foreign fighters che combattono per Daesh". Lo scorso 3 aprile Akbarjon Djalilov, un 22enne nato nella città kirghiza di Osh, da padre con cittadinanza russa si è fatto esplodere in un vagone nella stazione Sennaya Poloshad della metropolitana di San Pietroburgo, uccidendo 14 persone e ferendone 49.

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