Attentato a San Pietroburgo, il kamikaze è un 22enne kirghiso

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Il giovane avrebbe agito da solo. Totalmente estraneo alla strage in metropolitana, invece, l'uomo con la barba ripreso da una telecamera di sorveglianza. Il bilancio delle vittime è di 14 morti e oltre 40 feriti

Le autorità russe hanno confermato il nome del kamikaze che si è fatto esplodere il 3 aprile all’interno di un vagone nella stazione Sennaya Poloshad della metropolitana di San Pietroburgo, uccidendo 14 persone e ferendone 49: è Akbarjon Djalilov, 22enne nato nella città kirghiza di Osh, da padre con cittadinanza russa.

 

Il Dna anche sulla seconda bomba - Tracce del suo Dna sono state trovate anche sulla borsa che conteneva la seconda bomba, quella trovata in un'altra stazione della metropolitana, Ploshchad Vosstania, e rimasta inesplosa.

 

Nessuna rivendicazione  - “Sono tante le domande che rimangono aperte ed è prematuro fare qualsiasi analisi. - spiega al’Agi Aleksei Malashenko, uno dei maggiori esperti russi di islam e Asia Centrale - Prima di tutto bisogna chiarire se il ragazzo ha agito da solo o se avesse legami fuori dalla Russia, magari in Siria, come alcune agenzie di stampa hanno scritto". L'Isis per ora è in silenzio e non vi è stata rivendicazione di nessun genere, ha poi aggiunto l'esperto, secondo il quale "il tipo di ordigno veramente rudimentale e la modalità di esecuzione dell'attentato non fanno pensare che dietro ci sia una grande organizzazione terroristica, ma gli elementi per giudicare sono ancora troppo pochi".

Lacrime e fiori per le vittime dell'attentato: le foto

 

 

Scagionato l’uomo indicato come sospetto -  E mentre proseguono le indagini, è stata scagionata la persona indicata ieri come sospetta. Andrei Nikitin per un intero pomeriggio è stato il volto del male: la sua immagine è stata data in pasto ai media russi e da dì al mondo. E' il colpevole ideale dell'attentato alla metro di San Pietroburgo. Peccato che Andrei non lo ferma nessuno. E' lui che, quando si riconosce al telegiornale, si consegna alla polizia per chiarire la sua posizione. Nikitin, infatti, è musulmano russo per convinzione e ha un passato irreprensibile. 

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