Famiglia costretta a lasciare il volo, Delta Air Lines si scusa

Un aereo della Delta Air Lines (Getty Images)
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La compagnia ha emesso un comunicato in cui si è detta dispiaciuta della “sfortunata esperienza” che ha coinvolto la famiglia Schear, obbligata a scendere da un volo diretto dalle Hawaii a Los Angeles

Rimborso del viaggio, un indennizzo extra per l'inconveniente e le scuse ufficiali della compagnia. È stata un'ammissione di colpa totale quella che la Delta Air Lines ha fatto nei confronti della famiglia Schear, obbligata a scendere da un volo di linea perché si era rifiutata di rinunciare al posto del figlio di due anni nonostante fosse stato regolarmente pagato.

Le scuse di Delta Air Lines

Con un comunicato di quattro righe, pubblicato il 4 maggio, la compagnia aerea si è assunta la totale reponsabilità della vicenda. “Ci dispiace per la sfortunata esperienza che i nostri clienti hanno avuto con Delta – si legge nella nota – e abbiamo raggiunto con loro un accordo per rimborsare il viaggio e provvedere a un ulteriore risarcimento”. L'azienda ha aggiunto alle sue scuse una precisazione, sostentendo che “l'obiettivo di Delta è quello di lavorare sempre con i clienti nel tentativo di trovare soluzioni ai loro problemi di viaggio. Questo non è accaduto in questo caso e ci scusiamo”.

Il caso Schear

La vicenda che ha coinvolto Brian e Brittany Schear è avvenuta lo scorso 23 aprile sul volo Delta 2222 in partenza da Maui, Hawaii, e diretto a Los Angeles, California. I due coniugi erano saliti a bordo dell'aereo insieme a due dei loro tre figli: Grayson di due anni e la figlia più piccola di appena un anno. Il terzo figlio, Mason, di 18 anni, che originariamente avrebbe dovuto viaggiare con loro, era invece partito con il volo del giorno prima. Da qui la supposizione di Brian di poter far viaggiare Grayson al posto originariamente acquistato per il fratello maggiore. Una delle assistenti di volo ha però proibito al piccolo di occupare il posto del fratello perché, ha sostenuto l'hostess, le leggi federali proibiscono a un bambino di due anni di viaggiare su un posto riservato agli adulti. Un'affermazione poi smentita dallo stesso regolamento della Federal Aviation Administration - l'agenzia del Dipartimento dei Trasporti statunitense che sovrintendere i voli civili – secondo il quale viene semplicemente raccomandato di usare un sedile sicuro. “Non sto cercando di causare problemi”, ha ripetuto Brian all'assistente che, per tutta risposta ha prima negato la possibilità di occupare un posto assegnato a un altro passeggero e poi ha minacciato i due genitori. “Questo è un reato federale. Scendete dall'aereo o andrete in prigione e i vostri figli saranno affidati ai servizi sociali", le sue parole.

La denuncia via Youtube

La disputa, proseguita per oltre 10 minuti, ha costretto i quattro membri della famiglia Schear ad abbandonare l'aereo, pagare un albergo a proprie spese e spendere 2mila dollari per acquistare i biglietti per il volo di ritorno che sarebbe partito il giorno successivo. L'intera vicenda, ripresa con un video dallo stesso Brian Schear, è stata postata su Youtube superando le 3 milioni di visualizzazioni in pochi giorni. Un caso mediatico che la Delta ha preferito smorzare subito per evitare ripercussioni simili a quelle che lo scorso aprile hanno colpito la United Airlines dopo il caso dell'espulsione violenta di uno dei suoi passeggeri da un volo: un fatto che, oltre al danno d'immagine, ha causato alla compagnia perdite del titolo in borsa per oltre 800 milioni di dollari.

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