Negazionismo e incitamento all'odio, bufera sul Front National

Steeve Briois insieme alla candidata all'Eliseo Marine Le Pen che ha lasciato la presidenza del partito dopo la qualificazione al ballottaggio (Getty Images)
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Jean-Francois Jalkh, designato alla guida del partito al posto di Marine Le Pen, lascia a causa delle dichiarazioni con le quali mise in dubbio l’uso del gas nei campi di sterminio nazisti. Gli subentra Steeve Briois, che però viene investito da un'inchiesta giudiziaria

Bufera sui vertici del Front National sui quali pendono le accuse di negazionismo e incitamento all'odio. Nel giro di poche ore, infatti, il partito di Marine Le Pen, che aveva deciso di cedere la presidenza in vista del ballottaggio per le presidenziali del 7 maggio (LO SPECIALE ELEZIONI IN FRANCIA), resta senza guida. 

 

Bufera sulla presidenza del Fn

Il neopresidente del Front national, Jean-Francois Jalkh, designato il 25 aprile a prendere il posto della leader, ha infatti deciso di rinunciare all'incarico a causa di polemiche sorte su sue dichiarazioni nelle quali mise in dubbio l’uso del gas nei campi di sterminio nazisti. Stessa sorte, quella toccata al suo sostituto, Steeve Briois, sindaco di Henin-Beaumont che, nominato nella mattina del 28 aprile, ha dovuto rinunciare per via di una causa aperta nei suoi confronti conl'accusa di incitamento all'odio. 

A tutto ciò, a soli dieci giorni dal secondo turno delle elezioni francesi, il Front national e la sua candidata incassano anche le proteste delle associazioni di giornalisti di 29 testate francesi secondo le quali il partito "sceglie i media autorizzati a seguire Marine Le Pen" durante la campagna.

L’accusa a Jalkh

La presidenza del partito di estrema destra è stata lasciata da Marine Le Pen dopo la qualificazione al ballottaggio per l’Eliseo: "Ho sempre pensato che il presidente della Repubblica sia il presidente di tutti i francesi e che debba riunire tutti i francesi. È per questa ragione – ha dichiarato Le Pen poche ore dopo il voto - che mi è sembrato indispensabile mettermi in congedo dalla presidenza del Front National. Stasera non sono più la presidente del Front National, sono la candidata alle presidenziali". L’incarico "ad interim" è stato affidato a Jean-Francois Jalkh, che però una volta accettato il nuovo ruolo è stato messo sotto accusa dai media francesi per il suo passato da negazionista. Numerose testate hanno fatto riferimento a un dossier pubblicato nel 2005 dalla rivista "Le Temps des savoirs" e a un’intervista inedita registrata nel mese di aprile del 2000 con l'accademico Magali Boumaza, che è stata pubblicata martedì 26 aprile dalla giornalista di La Croix, Laurent de Boissieu. Nei due documenti Jalkh avrebbe citato il teorico negazionista Robert Faurisson in merito all'uso del Zyklon B nelle camere a gas naziste durante la Seconda guerra mondiale. L’europarlamentare, però, ha dichiarato di non ricordare di aver rilasciato quelle dichiarazioni e di voler sporgere "denuncia".

Protesta dei giornalisti

Ma non finiscono qui i guai per il Front national: il 28 aprile le associazioni di giornalisti di 29 testate francesi, fra le quali Le Monde, France Presse, Radio France, Liberation e Le Figaro, hanno pubblicato un comunicato in cui protestano contro la decisione del Front National di "scegliere i media autorizzati a seguire Marine Le Pen". Secondo le testate nelle scorse settimane ad alcuni giornalisti è stato vietato l'accesso ad eventi ai quali era presente la candidata all’Eliseo, Marine Le Pen. Nel comunicato i giornalisti hanno espresso "la protesta più ferma contro questo ostacolo alla libertà di fare il nostro mestiere e di ottemperare al nostro dovere di informare", aggiungendo che: "non spetta a una formazione politica, qualunque essa sia decidere quali sono i media abilitati ad esercitare il loro ruolo democratico nella nostra società".

Bufera anche su Le Pen senior

In un’intervista comparsa sul suo blog, il fondatore del Front National e padre della candidata all’Eliseo, Jean-Marie Le Pen ha criticato l’omaggio nazionale tributato a Xavier Jugelé, l’agente di polizia ucciso la settimana scorsa da un terrorista affiliato all’Isis sugli Champs Elysees. Il leader del partito di estrema destra si è detto "sorpreso per la dimensione" della cerimonia solenne alla Prefettura di polizia, durante la quale, secondo Jean-Marie Le Pen, "più che il poliziotto" si è omaggiato "l’omosessuale: la partecipazione del suo compagno e il lungo discorso da lui pronunciato, hanno istituzionalizzato in qualche modo le nozze omosessuali, esaltandolo pubblicamente". Un atteggiamento di cui il patriarca di Fn - dal quale Marine Le Pen in passato ha preso le distanze - si è detto "scioccato".

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