Siria, 68 bambini tra le vittime dell’attacco ai profughi in fuga

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Sale a 112 il numero delle persone uccise alla periferia di Aleppo dall’autobomba contro un convoglio di rifugiati. L’ordigno era a bordo di un camion che si presumeva trasportasse aiuti e cibo

È salito ad almeno 126 morti il bilancio, ancora provvisorio, dell'attentato terroristico che il 15 aprile ha colpito un convoglio di pullman che stava evacuando profughi, in gran parte sciiti, in fuga dalla città siriana di Aleppo. Lo rende noto l'Osservatorio siriano per i diritti umani (Ondus) citato da vari media internazionali. Un bilancio destinato ad aumentare ancora per la gravità delle condizioni di molti feriti.

68 bambini tra le vittime

Secondo la Ong, nell’attentato compiuto a Rashidin, nella periferia di Aleppo, hanno perso la vita anche 68 bambini. La maggior parte delle vittime, 109, erano abitanti delle citta di Foua e Kefraya. Il resto delle vittime erano ribelli a guardia del convoglio ed operatori umanitari.

L’attentato con inganno

Secondo quanto ricostruito, l’attentato suicida sarebbe stato messo a punto con l'inganno: l'ordigno era a bordo di un camion che si presumeva trasportasse aiuti e cibarie. Guidato da un kamikaze, si è lanciato contro il convoglio di 75 autobus che in questi giorni trasferisce i civili ad Aleppo, Latakia e Damasco in virtù di un accordo, mediato da Iran e Qatar, che dovrebbe permettere ai civili di Madaya e Zabadani, aree ribelli assediate dall'esercito di Bashar Assad, di raggiungere un luogo sicuro.

 

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