Brexit, Juncker: un discorso non basta ad avviare i negoziati

Jean Claude Juncker, presidente della Commissione europea (Getty Images)
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Il presidente della Commissione europea ha commentato le parole del primo ministro britannico Theresa May sull'uscita del Regno Unito dalla Ue

Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker ha commentato il discorso di Theresa May riguardo l’abbandono dell’Ue da parte del Regno Unito dicendo che "un discorso da solo non può bastare ad avviare dei negoziati". Pur dichiarandosi lieto dei chiarimenti forniti da parte del primo ministro britannico, Juncker ha rimarcato la necessità di passi pratici: “Aspettiamo l’attivazione delle procedure previste dall’articolo 50 dei trattati sul funzionamento dell’Ue", ha detto il presidente della Commissione parlando nell’aula del Parlamento europeo, durante la sessione plenaria a Strasburgo. Tra i temi affrontati da Juncker anche le sfide lanciate dalla nuova presidenza degli Stati Uniti e la lotta al terrorismo, ma anche crescita e occupazione in Europa.

 

La risposta di Juncker alla May – La risposta di Jean-Claude Juncker è arrivata a stretto giro di posta rispetto al discorso di Theresa May sull’abbandono della Ue da parte della Gran Bretagna. La May, intervenendo alla Lancaster House di Londra, aveva manifestato la volontà di non far più parte del mercato unico europeo e di voler un rapporto nuovo e alla pari con la Ue. “Saluto i chiarimenti forniti da Theresa May, ma un discorso da solo non fa scattare i negoziati”, ha detto Juncker. Una volta notificata la volontà da parte del Regno Unito di recedere dalla Ue secondo le procedure previste dall’articolo 50 del trattato sull'Unione europea, il presidente della Commissione si è detto pronto “a fare di tutto per assicurare che le negoziazioni si svolgano secondo le regole e producano buoni risultati”.

 

La Ue ha bisogno di un nuovo slancio – Il presidente Juncker ha affrontato diversi argomenti nell’aula del Parlamento europeo, oltre al tema della Brexit. “L’Unione ha bisogno di un nuovo slancio per poter rispondere a un 2017 pieno di sfide, non solo a livello continentale, ma anche globale". Ora più che mai, secondo il presidente della Commissione europea, “abbiamo bisogno di ambizione per rispondere alla necessità di rilanciare crescita e occupazione, sconfiggere il terrorismo, trovare una soluzione idonea per reagire all’uscita del Regno Unito e rispondere a ciò che farà Donald Trump”, il quale il 20 gennaio entrerà ufficialmente in carica come presidente degli Stati Uniti d’America. Juncker ha anche sottolineato la necessità dell’Europa di produrre passi avanti nei campi dell’immigrazione e nella prevenzione e lotta al terrorismo. Servono “risultati concreti”, ha aggiunto facendo appello al senso di responsabilità di tutti al fine di lavorare insieme in modo deciso ed efficace.

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