Corona sbotta in aula col pm: quel poliziotto mente

L’ex fotografo dei vip protesta durante le dichiarazioni rese al Tribunale di Milano da Luca Izzo, responsabile per la Questura meneghina della sezione reati contro il patrimonio . "Il teste deve venire qua a dire la verità”, afferma l’imputato. Poi, prende a calci una sedia durante una pausa dell'udienza del processo nel quale è accusato di avere nascosto nel controsoffitto della sua collaboratrice 1,7 milioni di euro 

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    È ripreso all'insegna della tensione il processo tenuto al Tribunale di Milano a carico di Fabrizio Corona. La mattina del 9 marzo, il fotografo dei vip si è presentato davanti al giudice per rispondere dell'accusa di intestazione fittizia di beni che lo vede imputato insieme alla sua collaboratrice Francesca Persi - Soldi nel controsoffitto, Corona rinviato a giudizio
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    Nel corso del dibattimento, Corona, già apparso nervoso all'entrata in aula, si è alzato in piedi e, interrompendo la deposizione di un teste, ha affermato: "In nome della legge, uno che rappresenta la Polizia non può venire in aula a dire bugie. Mi hanno fatto vedere un album con trenta fotografie e lui lo sa benissimo". Nella foto, Silvia Provvedi, fidanzata di Fabrizio Corona - Corona in carcere per “inusuale inclinazione a delinquere”
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    Il testimone in questione era Luca Izzo, il poliziotto responsabile per la questura di Milano della sezione reati contro il patrimonio che raccolse la denuncia di Corona in seguito all'esplosione di una bomba carta in via de Cristoforis, sotto l'abitazione del fotografo, all'1.30 del 16 agosto 2016. Dalle indagini su quell'episodio (per il quale Corona denunciò l'ex giocatore di calcio Giuseppe Sculli per tentata estorsione, affermando che prima gli aveva chiesto "50mila euro in contanti"), emerse la vicenda dei soldi nascosti nel controsoffitto della casa di Persi. Nella foto, Francesca Persi durante il processo - Revocato l'affidamento per Fabrizio Corona: un anno in più di carcere
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    La tensione fra la difesa di Corona, rappresentata dai legali Ivano Chiesa e Luca Sirotti, e il testimone si è creata quando l'agente ha spiegato che, dopo l'episodio della bomba carta, "alla mia domanda precisa sui suoi rapporti con Sculli, Corona ha alzato la voce e non ha voluto più rispondere". Secondo quanto sostenuto dalla difesa, invece, a Corona sarebbe stato chiesto conto di suoi presunti rapporti con la "'ndrangheta" e l'atteggiamento descritto dal teste contrasta con la proposta successiva. Secondo quanto afferma Izzo, infatti, Corona propose di "fare l'agente provocatore, farsi microfonare in un incontro con Sculli". Nella foto, il difensore di Corona, Ivano Chiesa - Milano, le Fiamme Gialle sequestrano l'appartamento di Fabrizio Corona
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    La proposta di infiltrarsi e registrare la sua conversazione con Sculli sarebbe contenuta in un verbale controverso. Si tratta di un documento definito dell'avvocato Ivano Chiesa "un verbale tagliato a metà", perché Corona avrebbe in realtà detto secondo la difesa che i soldi trovati nel controsoffitto erano suoi, tenendo un atteggiamento collaborativo - Corona al gip: soldi nel controsoffitto per problemi di sicurezza
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    Un verbale che lo stesso giudice Salvini ha definito "leggermente creativo", sospendendo ad un certo punto anche la testimonianza. Corona, dopo aver preso a calci una sedia, si è rivolto al pm Dolci dicendo: "Questo poliziotto deve venire qua a dire la verità, non può mentire". La difesa ha molto insistito anche sul passaggio delle indagini dalla sezione reati contro il patrimonio a quella criminalità organizzata (e ai pm della Dda) e su una "informativa riservata da fonte anonima passata dalla sezione tutela donne della Polizia locale". Nel frattempo, sempre a detta dei difensori, le indagini sulla bomba carta e sulla presunta tentata estorsione non sono state fatte. Nella foto, Silvia Provvedi, Giulia Provvedi e l'avvocato Ivano Chiesa fuori dall'aula del Tribunale - Corona a San Vittore, giovedì l’interrogatorio davanti al gip
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    "Stia più sereno signor Corona e se non riesce a resistere esca dall'aula e vada a farsi un giro". Così il presidente del collegio della prima sezione penale di Milano, Guido Salvini, ha ripreso Fabrizio Corona, che nel corso della deposizione di Izzo si è alzato e ha dato in escandescenze. Prima di lasciare l'aula, lo stesso Corona si è così rivolto ai giornalisti: "Non dite che sono sofferente. Ho voglia di combattere e di difendermi" - Milano, sequestrati 1,7 milioni di euro in contanti a Fabrizio Corona