Caserta, riti voodoo su minorenne per farla prostituire: 3 arresti

La minorenne che ha denunciato i tre era scappata al nord nell'agosto del 2017 (archivio Fotogramma)
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La Polizia ha fermato due donne e un uomo per vari reati tra cui riduzione e mantenimento in schiavitù. L'indagine è partita grazie alla denuncia di una giovane nigeriana che è riuscita a scappare nel Nord Italia

Riti voodoo per obbligare una minorenne di nazionalità nigeriana a prostituirsi. Ma anche percosse e minacce di ritorsione verso la famiglia in Nigeria. Questo il quadro indiziario che ha portato gli agenti della squadra mobile di Caserta ad arrestare, su ordine della Dda di Napoli, un gruppo di tre persone provenienti da Ghana e Nigeria.

Il racket della prostituzione

La banda, formata da due donne di 48 e 38 anni e da un uomo di 31, avrebbe operato a Castel Volturno, in provincia di Caserta: città che ospita circa 20mila stranieri, di cui quasi il 75% irregolari. Qui è dove, secondo gli inquirenti, la mafia nigeriana gestisce il racket della prostituzione e dei sequestri di giovani donne provenienti principalmente dalla Nigeria e dai Paesi limitrofi. I tre arrestati, nigeriane le due donne, ghanese l'uomo, dovranno rispondere ora di vari reati, tra cui la riduzione e il mantenimento in schiavitù, pluriaggravato e in concorso.

L'indagine della polizia

L'indagine della Polizia è partita grazie al racconto della minorenne che qualche mese fa è riuscita a scappare da Castel Volturno per raggiungere il Nord Italia e sporgere denuncia contro i presunti aguzzini. La ragazza avrebbe riferito che il trio avrebbe tenuto nascoste altre due donne di nazionalità straniera – ancora non trovate dagli agenti – che sarebbero state regolarmente inviate sulla Statale Domiziana per prostituirsi. Questo è quanto riferito dalla minore che, una volta al sicuro, è riuscita a raccontare il suo incubo alla Polizia. La ragazza avrebbe riferito di essere stata segregata e costretta a prostituirsi sotto la minaccia costante che venissero toccati i suoi familiari rimasti in patria.

I riti voodoo

Oltre alle intimidazioni, il trio avrebbe anche ripetutamente picchiato la giovane che, secondo quanto riferito, sarebbe stata quasi soffocata. A tenere sotto totale soggezione la minorenne ci sarebbero stati i riti voodoo che le sarebbero stati praticati dalla "madame": una delle due donne arrestate. L'altra donna sarebbe stata invece quella incaricata di controllare sulla strada che la minore si prostituisse senza fare storie. Alla fine di ogni giornata, la ragazza avrebbe avuto l'obbligo di consegnare al trio i soldi guadagnati con i clienti. Ad agosto del 2017 la minorenne era riuscita a fuggire, approfittando della distrazione dei suoi carcerieri.

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