Save the Children, 130mila ragazzi a rischio dispersione scolastica

Save The Children ha reso noti i risultati di un'indagine sull'abbandono scolastico in Italia (Getty Images)
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L'Atlante dell'infanzia a rischio, giunto all'ottava edizione, lancia l'allarme: l'abbandono scolastico è la scelta che impatta sulla vita di bambini e ragazzi che vivono condizioni di disagio economico e sociale

 

Continua la battaglia della scuola italiana all'abbandono dei ragazzi: oltre 130mila di loro ogni anno rischiano infatti la dispersione scolastica. Il dato è stato diffuso da Save The Children nell'ottava edizione dell'Atlante dell'Infanzia a rischio, che quest'anno si è concentrato sulla scuola. Il volume, edito da Treccani, si intitola "Lettera alla scuola". Se da una parte il tasso di abbandono nelle scuole superiori è fermo al 4,3%, c'è un calo in quello delle scuole medie, passato a 1,35%. Ma il rischio più alto è per i bambini che vivono situazioni di povertà, condizione sociale che ha avuto una crescita del 14% rispetto al 2016.

I numeri

I ragazzi che abbandonano gli studi durante le scuole superiori, come si legge nel rapporto di Save The Children, sono 112.000 (4,3%). Quelli delle medie 23.000. I dati mostrano un'attenuazione del fenomeno della dispersione scolastica, restando comunque un fenomeno rilevante in Italia, quinta in Europa. I numeri Eurostat hanno dimostrato che la percentuale di abbandono scolastico nell'Unione è diminuita, passando dal 17% del 2002 al 10,7% del 2016.

Identikt degli alunni a rischio

Con l'Atlante dell'infazia a rischio, Save The Children arriva a tracciare un identikit dei ragazzi delle superiori maggiormente a rischio abbandono scolastico. Come dimostrano anche i dati diffusi dal Miur, sono per la maggior parte maschi e vivono nel Mezzogiorno, soprattutto in Campania e Sicilia. Secondo Save The Children, oggi un bambino su 8 vive in condizioni di povertà assoluta, il 14% in più rispetto al 2016. Non sempre la scuola riesce a colmare il divario socio economico tra questi ragazzi e quelli provenienti da famiglie più abbienti, portandoli alla decisione di lasciare gli studi. Un altro fattore che influenza la scelta è il rendimento scolastico. Il tasso di ripetenti aumenta di sei volte nelle scuole con un reddito medio e livello socio-culturale più basso. Un 15enne su 4 ripete l'anno scolastico se appartenente a una famiglia con reddito medio-basso, contro uno su 23 per gli istituti dove ila media dei redditi delle famiglie degli alunni è più alto. La misurazione della competenza minima di lettura cambia da nord a sud, anche in base al reddito. Al nord i quindicenni in condizioni socio-economiche svantaggiate che non raggiungono le competenze minime nella lettura sono il 26,2%, cifra che sale al 44,2% al Sud. Chi proviene da un contesto economico svantaggiato nel 47% dei casi non raggiunge il livello minimo di competenza di lettura. Chi vive in una famiglia agiata non riesce a sviluppare questa capacità solo nel 6% dei casi. Gli scarsi risultati scolastici sono tra le ragioni che spingono gli studenti più svantaggiati a lasciare i banchi di scuola. Un altro fattore che influenza la scelta di abbandonare la scuola è l'origine straniera dei genitori. Secondo Save The Children è necessario creare un sistema sinergico tra scuola e interventi sociali che dia risposte concrete alle necessità del territorio.

Attività ricreative irraggiungibili

In Italia il 59,9% dei ragazzi tra i 6 e 17 anni non riesce ad avere accesso a internet, lettura, sport, visite a siti archeologici e musei, partecipazione a spettacoli teatrali e concerti e a usufruire di almeno quattro attività culturali in un anno. La povertà culturale è fortemente condizionata da quella economica, visibile tra le altre cose nell'accesso a internet: il 38.4% non è riuscito a connettersi in un anno. Il 58,1% degli studenti di famiglie disagiate non ha letto neanche un libro. Il 53,5% non ha fatto sport in modo continuativo, il 77,9% non ha visitato monumenti e siti archeologici, l'82,3% non è andato a nessun concerto, il 64,6% non ha visitato mostre o musei, il 75,6% non è mai andato a teatro nel corso dell'ultimo anno. Il Trentino - Alto Adige è la regione che ha fatto registrare adesioni più alte dei ragazzi alle attività culturali, mentre Campania, Calabria e Sicilia sono il fanalino di coda italiano.

Identikit delle scuole

Quella fotografata dall'Atlante dell'Infanzia a rischio è una scuola non a misura di bambino, che genera anche forte apprensione negli studenti italiani. Questi, insieme a quelli portoghesi, sono al primo posto nell'indice di ansia scolastica elaborato dall'Ocse. Il 56% del campione studia con grande tensione e nel 70% dei casi prova molta ansia prima di un test, anche se si reputa preparato. Il 77% degli studenti diventa preda di forte nervosismo se non riesce a svolgere un compito. L'85% teme di prendere brutti voti. Le strutture dove i ragazzi crescono in questo quadro di ansia complessiva sono male attrezzate. Una situazione dovuta all'esigua percentuale del Pil investita nell'istruzione: solo il 4% in confronto a una media europea del 4,9%. Il 41% delle scuole secondarie di primo grado offre laboratori male attrezzati e ambienti di apprendimento inadatti: 4 scuole su 10 hanno un laboratorio ogni 100 studenti. Solo il 17,4% degli istituti scolastici (1 scuola su 6) ha una palestra. Sebbene quasi tutte le scuole abbiano una biblioteca, 1 su 4 non prevede il servizio di prestito a casa, con il risultato che un terzo del patrimonio librario rimane inutilizzato. Anche qui pesa la differenza geografica: se 2 biblioteche su 3 al nord sono dotate di almeno 3.000 volumi, al sud lo è solo 1 su 3. Pesa anche la penalizzione del corpo docenti e la mancanza di feedback: il 43% degli insegnanti non riceve alcun commento o apprezzamento sul proprio operato, anche a livello informale.

Il progetto Fuoriclasse in movimento

Per contrastare la dispersione scolastica, insieme all'Atlante, Save the Children ha presentato Fuoriclasse in Movimento. L'iniziativa è nata dallo sforzo congiunto dell'organizzazione e dei docenti delle scuole di primo e secondo grado. Fuoriclasse in Movimento ha messo in rete 150 istituti in tutta Italia, raggiungendo così in modo diretto 20.000 minori e coinvolgendo attivamente circa 2.000 insegnanti e 1.000 genitori. L'obiettivo è cambiare le politiche scolastiche, partendo dal dialogo tra docenti, studenti e famiglie. Lo strumento centrale del progetto è stato individuato nei Consigli fuoriclasse, tavoli di confronto per definire insieme soluzioni e azioni di rinnovamento nel campo della didattica, delle relazioni, della riqualificazione degli spazi scolastici in seguito all'analisi dei problemi e delle esigenze del singolo istituto e del territorio. Fuoriclasse in Movimento è uno sviluppo a livello nazionale del programma Fuoriclasse, che nel primo biennio ha prodotto ottimi risultati nel contrasto all'abbandono scolastico. Nelle scuole secondarie aderenti a Fuoriclasse, la media del numero di assenze è stato dimezzata, passando da 12 a 6 giorni l'anno, i ritardatari cronici sono stati ridotti dell'8,6%, il 5% degli studenti ha migliorato il rendimento in 2 materie fondamentali, e le famiglie disinteressate all'andamento scolastico dei figli sono diminuite dell'8,1%.

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