Brianza, avvelenamento da tallio: dopo padre e figlia muore la madre

Foto d'archivio (Fotogramma)
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Terza vittima nella famiglia Del Zotto. Maria Gioia Pittan è morta nella notte a Desio. Insieme al marito e alla figlia, deceduti il 2 ottobre, è entrata in contatto con la sostanza tossica durante un soggiorno in provincia di Udine

È morta nella notte tra il 12 e il 13 ottobre anche Maria Gioia Pittana, la terza vittima della famiglia Del Zotto ad essere stata colpita dall’intossicazione da tallio. A comunicare il decesso dell'87enne è stata la direzione generale dell'Asst di Monza. Il marito e la figlia della donna erano morti a poche ore di distanza l’uno dall’altra, il 2 ottobre, all’ospedale di Desio. 

Padre e figlia morti a inizio ottobre

Il 28 settembre, al ritorno da un periodo di vacanza a Varmo (Udine), la 62enne Patrizia Del Zotto si era sentita male ed era stata ricoverata all'ospedale di Desio. La donna, residente a Nova Milanese, si era presentata in ospedale già tre giorni prima con la sorella, ma era stata subito dimessa. A poche ore dal nuovo ricovero, le sue condizioni erano peggiorate, fino a provocarle un arresto cardiaco e a farla entrare in coma. Le analisi a cui era stata sottoposta avevano scoperto nel suo sangue una forte intossicazione da tallio. I medici avevano quindi richiamato in ospedale la sorella e gli anziani genitori. Tutti e quattro, infatti, erano stati in Friuli, soggiornando in una casa di campagna dove si pensa che sia avvenuta l’intossicazione. Nella notte fra domenica 1 e lunedì 2 ottobre, la donna era deceduta e, a poche ore di distanza, era morto anche suo padre, il 94enne Giovanni Battista Del Zotto. Poco dopo, era stata ricoverata anche la moglie, che è poi deceduta a dieci giorni di distanza. 

Le indagini sulla casa di campagna

Secondo quanto ricostruito dagli accertamenti medici e dalle indagini dei carabinieri di Desio e da quelli di Latisana (Udine), le vittime sarebbero state esposte o sarebbero entrare in contatto con il pericoloso elemento mentre si trovavano in vacanza. Diverse le ipotesi al vaglio: dall’inalazione all’ingestione alimentare. Il 4 ottobre la Procura di Udine ha convalidato d'urgenza il sequestro dell'abitazione in campagna, dopo aver ricevuto gli atti del sequestro preventivo eseguito dai Carabinieri di Latisana.

Cos'è il tallio e perché è pericoloso

Il tallio è un elemento chimico, numero atomico 81, ed è stato scoperto nel 1861. Gran parte della produzione di questo metallo viene utilizzata nell'industria elettronica, in quella farmaceutica e in quella medica. Il tallio può essere letale sia per ingestione che per inalazione, ed ha "un'incubazione" di circa 20-30 giorni prima di manifestare i gravi sintomi che vanno dalla caduta dei capelli alle nausee. Questo elemento è molto simile al potassio a livello molecolare: dopo un’intossicazione ne prende il posto nell’organismo, interferendo con tutti i processi enzimatici e danneggiando soprattutto il sistema nervoso.

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