Suicidio assistito, madre Bertocco: voleva che sua morte fosse utile

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La donna, ai microfoni di Sky TG24, dice di essere "sempre stata d’accordo" con la decisione del 59enne di scegliere il suicidio assistito in Svizzera. Rimasto paralizzato in un incidente, l'uomo prima di morire ha scritto una lettera dove racconta le sue difficoltà

"Quello che voleva è che la sua morte fosse utile". A dirlo, ai microfoni di Sky TG24, è la mamma di Loris Bertocco, l’uomo di 59 anni che ha deciso di morire, l’11 ottobre, in una clinica di Zurigo. Originario di Dolo, in provincia di Venezia, Loris era rimasto paralizzato a 18 anni, dopo un incidente stradale. Le sue condizioni, col tempo, erano peggiorate e allora era arrivata la decisione di optare per il suicidio assistito. Prima di morire, l’uomo ha fatto arrivare ad alcuni quotidiani italiani una lettera, in cui si legge: "È arrivato il momento. Porto con me l’amore che ho ricevuto e lascio questo scritto augurandomi che possa scuotere un po' di coscienze ed essere di aiuto alle tante persone che stanno affrontando ogni giorno un vero e proprio calvario".

La madre: "Sono sempre stata d'accordo" con la sua decisione

"Non ce la faceva più, non era più capace di prendere il bicchiere d’acqua o di mangiare", racconta la madre di Bertocco che però ricorda anche che suo figlio "è sempre stato un lottatore", impegnato, per esempio, in battaglie ambientaliste e a favore dei disabili. Secondo la donna, la decisione di scegliere il suicidio assistito sarebbe stata presa da suo figlio la scorsa primavera, ma era da molto tempo che l’uomo rifletteva su questa possibilità. "Sono sempre stata d’accordo", sottolinea la madre, "anzi io lo volevo accompagnare ma lui mi ha detto di non andare".

"Mille euro di assistenza erano pochi"

Dopo aver elencato le richieste di aiuto e le difficoltà nel trovare fondi e personale preparato, l’uomo ha scritto: "Il muro contro il quale ho continuato per anni a battermi è più alto che mai e continua a negarmi il diritto ad una assistenza adeguata". "Le istituzioni rispondevano, ma mille euro erano pochi per una persona che non era capace di muoversi", ha ricordato proprio a questo proposito sua madre.

Il testamento biologico e il fine vita in Italia

Bertocco si batteva in favore della legge sul testamento biologico e sul fine vita, come ricorda anche in un passaggio della sua lettera: "In altri Paesi è da tempo una possibilità garantita". Anche in questo sua madre è d’accordo e ribadisce che sarebbe "giusto non andare in Svizzera" e poter morire a casa propria, come ha spiegato il figlio nella sua lettera: "Avrei però voluto che fosse il mio Paese, l’Italia, a garantirmi la possibilità di morire dignitosamente, senza dolore, accompagnato con serenità per quanto possibile".

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