Fabrizio Corona resta in carcere. Giudice: è ancora pericoloso

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Il magistrato ha respinto la richiesta di affidamento in prova in comunità: "Comportamenti non consoni". L’ex agente fotografico aveva annunciato uno sciopero della fame, poi avrebbe rinunciato. Legale: “Già fuori senza accusa caduta in Aula”

Fabrizio Corona deve restare in carcere. Lo ha deciso il giudice di Sorveglianza di Milano Beatrice Crosti. Il magistrato ha respinto la richiesta di affidamento in prova in una comunità del Bresciano, che era stata presentata nei giorni scorsi dalla difesa dell’ex “fotografo dei vip”. Per protestare contro la decisione del giudice, Corona aveva prima deciso di cominciare uno sciopero della fame, poi avrebbe rinunciato dopo un confronto con i suoi legali.

Giudice: è ancora pericoloso

Fabrizio Corona è ancora “socialmente pericoloso”, ha scritto il giudice nel provvedimento. “In assenza di positivi elementi di novità e in presenza di plurime violazioni alle prescrizioni, di condotte illecite e di provvedimenti emessi dal Tribunale, si ritiene che non si possa consentire a così breve distanza la concessione della misura”. 

Le motivazioni

Nel suo provvedimento, il giudice ha richiamato la condanna comminata tre mesi fa a Corona per un reato fiscale e alcuni suoi comportamenti ritenuti "non consoni" durante l'affidamento in prova, prima di essere arrestato lo scorso ottobre. Tra le violazioni alle prescrizioni, i giudici ricordano che "il 9 gennaio 2016 veniva trovato a bordo di un'autovettura in compagnia di pregiudicati", "il 20 giugno 2016 veniva trovato alla guida di un motociclo senza patente (revocata) nonostante l'obbligo di rientrare presso la propria abitazione entro un certo orario”. Inoltre si fa riferimento ad alcune foto durante una vacanza a Capri, non autorizzata dal magistrato. Il giudice dà anche conto anche del “progressivo andamento delle assenze di Corona ai colloqui concordati e ai controlli tossicologici”. 

Le parole del legale

Con l'arresto per la vicenda dei soldi sequestrati e trovati in parte in un controsoffitto e in parte in Austria, la Sorveglianza revocò l’affidamento in prova. L’avvocato Ivano Chiesa, legale di Corona, ha spiegato che "senza l'accusa della Boccassini che poi è caduta nel processo, Fabrizio sarebbe ancora fuori dal carcere in affidamento in prova". Il legale ha sottolineato come l'ordinanza cautelare che ha portato in carcere Corona quasi un anno fa sia stata revocata, lo scorso 12 giugno, su decisione dei giudici del processo, i quali hanno anche assolto l'ex agente fotografico dalle accuse contestate per alcuni reati, tra cui l'intestazione fittizia di beni. Il magistrato nel provvedimento, come chiarito dal legale, ha fatto riferimento alla condanna di tre mesi fa ma, ha detto Chiesa, "per un reato fiscale per cui non era stato arrestato".


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