Doppio colpo alla mafia: sequestro beni Riina, arresti clan Brancaccio

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Nel giorno dell’anniversario della strage di via D’Amelio, in cui persero la vita il giudice Borsellino e gli agenti della scorta, sono stati bloccati beni per un milione e mezzo riconducibili al capo di Cosa Nostra. E a Palermo 34 misure cautelari

Doppio colpo alla mafia nel giorno dell’anniversario della strage di via D’Amelio. I carabinieri del Ros e quelli del Comando Provinciale di Palermo e Trapani hanno sequestrato al boss Salvatore Riina e ai suoi familiari beni per un valore complessivo di circa 1,5 milioni di euro. Polizia e Gdf di Palermo, in un’altra operazione, hanno invece emesso 34 misure cautelari nei confronti di mafiosi della cosca di Brancaccio.

Il colpo alla famiglia Riina

Il provvedimento contro la famiglia Riina riguarda società, una villa, 38 rapporti bancari e, soprattutto, numerosi terreni del padrino corleonese. L'inchiesta nasce dai redditi dichiarati negli anni da Riina e dai suoi congiunti da cui è stato possibile ipotizzare l'utilizzo di mezzi e di risorse finanziarie illecite.

I Ros: Riina ha continuato a imporre proprio volere

Le dinamiche attorno alla gestione dei beni del capomafia Totò Riina, per i carabinieri "rappresenta un ulteriore elemento sintomatico di come l'anziano e malato capo di Cosa nostra, nonostante la lunga detenzione, sia riuscito nel tempo ad imporre il proprio volere riguardo dinamiche criminali non solo interne al mandamento di Corleone, ma anche nei più generali assetti di Cosa nostra".

Boss in cella dal 1993

La famiglia del capomafia, detenuto dal 1993, ha potuto contare su molto denaro, malgrado i numerosi sequestri di beni subiti nel tempo e a fronte dell'assenza di redditi ufficiali. La moglie del padrino, Ninetta Bagarella, è riuscita a emettere tra il 2007 e il 2013 assegni per oltre 42.000 mila euro a favore dei congiunti detenuti. In carcere c'erano il figlio maggiore Giovanni, che sconta l'ergastolo, e il più piccolo, Giuseppe, ora tornato libero dopo una condanna per mafia.

L’operazione contro il clan Brancaccio

Sempre oggi, la Polizia e la Guardia di Finanza di Palermo hanno emesso 34 misure cautelari nei confronti di mafiosi della cosca di Brancaccio e loro complici e hanno sequestrato numerose aziende, per un valore complessivo di circa 60 milioni di euro. Tra gli arrestati Pietro Tagliavia, capo del mandamento mafioso di Brancaccio e della famiglia di "Corso dei Mille", e anche il fratello di Giovanni Lo Porto, l'operatore umanitario sequestrato da Al Qaeda nel 2012 e assassinato tre anni dopo durante un'operazione antiterrorismo degli Usa da un drone. 

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