Siccità, Coldiretti: 2 miliardi di perdite per l'agricoltura

Allarme siccità per gli agricoltori italiani: "bruciati" 2 miliardi. In sofferenza anche il fiume Po (Getty Images)
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Insieme a incendi e maltempo, la prolungata mancanza d'acqua sta avendo un impatto devastante su colture e allevamenti in Italia. In diverse regioni richiesto lo stato di calamità

L'andamento climatico anomalo di questa prima fetta d'estate ha causato finora perdite pari a circa 2 miliardi per il settore agricolo del nostro Paese. Questo quadro drammatico emerge dall'ultimo dossier diffuso dalla Coldiretti.

Il report Coldiretti: allarme siccità

L'indagine è stata presentata lunedì 17 luglio a Roma dal presidente dell'associazione Roberto Moncalvo. Una precedente stima, che risaliva a una decina di giorni fa, parlava di un miliardo di danni per l'agricoltura causati da siccità e maltempo: una situazione climatica che la stessa Coldiretti definisce "eccezionale" e che sta avendo un impatto devastante su coltivazioni e allevamenti. In primo piano la crisi idrica, che da Nord a Sud – seppur con intensità diverse – non risparmia nessuno: l'allarme, infatti, interessa ormai i due terzi della superficie agricola nazionale. E, come sottolinea Moncalvo, "è sempre più difficile ricorrere all'irrigazione di soccorso per salvare le produzioni"

90 milioni persi in Lombardia

Dagli ortaggi alla frutta, dai cereali al pomodoro da industria, dai vigneti agli uliveti, al fieno per l'alimentazione degli animali: la situazione varia da regione a regione. In Lombardia, ad esempio, le perdite ammontano a circa 90 milioni di euro, la maggior parte delle quali sono legate a mais e frumento. In calo, a causa delle alte temperature, anche la produzione di latte. Un po' dappertutto, inoltre, aumentano i costi energetici per l'irrigazione e per la ventilazione delle stalle mentre resta sempre critica la situazione del fiume Po.

Situazione critica al Nord

In Piemonte soffrono le province di Cuneo, Asti e Alessandria, con cereali e foraggio che hanno abbassato la resa rispettivamente del 30 e del 50 per cento. Il forte caldo sta anche aggravando la situazione idrica degli alpeggi, mentre già si teme per la raccolta di frutta, uva e nocciole. Per gli agricoltori della Liguria - dove la siccità minaccia gli oliveti e il pregiato basilico - la paura più grande è legata all'allarme incendi. In Veneto, da aprile sono già state emesse tre ordinanze per stato di crisi con lo scopo di contingentare l'acqua; lo stato di ''sofferenza idrica'' è stato sancito anche dal Friuli-Venezia Giulia, così come restano in emergenza le zone di Parma e Piacenza in Emilia Romagna. Qui , le perdite - legate a pomodoro, cereali, frutta, ortaggi, barbabietole e soia - superano i 100 milioni di euro, cui se ne aggiungono altri 50 per i nubifragi, le grandinate e il forte vento. In Trentino-Alto Adige, infine, "la siccità – spiega Coldiretti – ha fatto ulteriori danni dopo quelli, gravissimi, provocati dalle gelate con perdite anche del 100% in alcune aziende frutticole della Val di Non, della Val di Sole e della Valsugana".

L'emergenza al Centro

Di 200 milioni è la stima dei danni in Toscana. Le colture più colpite sono quelle di grano tenero e duro, mais, altre foraggere e girasole, anche se si attendono dati più precisi riguardo a vigneti e olivi. Anche qui è stato dichiarato lo stato di emergenza. Nelle Marche soffrono tutte le colture a partire dai foraggi, con crolli di produzione fino al 50% e danni di circa 30 milioni di euro. Oltre il doppio – più di 60 milioni – le perdite in Umbria, dove a diminuire sono le rese di grano e orzo (-30-40%, con picchi del 60), i foraggi (-50%,) e le produzioni di girasole, olio e miele (-50%). Stessa storia per mais, ortaggi, meloni e angurie nel Lazio, con danni stimati tra i 90 e i 110 milioni di euro. In Abruzzo, nella sola Marsica – che genera il 25% del Pil agricolo regionale – le perdite di ricavo arrivano a 200 milioni.

Danni ingenti al Sud

La siccità ha messo a dura prova tutte le province della Campania e la Regione ha chiesto lo stato di calamità naturale, anche qui i danni si aggirerebbero sui 200 milioni. Centoquaranta sono i milioni persi tra grano, pomodori da industria e ortaggi in Molise, dove le dighe sono ai minimi storici e si punta a salvaguardare le risorse idriche. La siccità crea grossi problemi anche in Basilicata – in particolare nel Metapontino, nella zona della val d'Agri e del Vulture – e in Puglia dove, sempre per Coldiretti "se non dovesse piovere ancora per settimane, troverà conferma il calo di oltre il 30% di produzione di olive". Olivo in difficoltà anche in Calabria: qui le perdite medie si aggirano fra il 35 e il 40%. Soffrono anche la viticoltura e i pascoli, con danni pari a 310 milioni di euro, tanto che la Regione ha chiesto lo stato di calamità.

Sulle isole emergenza irrigazione

Stessa richiesta per la Sardegna, dove si stimano una riduzione del 40% delle produzioni agricole e 120 milioni di euro di perdite. Pascoli spariti, raccolta del fieno dimezzata e drastico calo della produzione di latte i problemi per gli allevatori. In Sicilia, infine, costi triplicati per l'irrigazione, con l'acqua che in alcune zone, ad esempio nel catanese, "non arriva a causa di una rete colabrodo".

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