Morte Dj Fabo: il gip dispone l’imputazione coatta per Marco Cappato

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Il giudice ha respinto di nuovo la richiesta di archiviazione per l’esponente radicale che accompagnò Fabiano Antoniani in una clinica svizzera per morire. Al processo il politico dovrà rispondere di “aiuto al suicidio”

Il gip di Milano, Luigi Gargiulo, ha disposto l'imputazione coatta per Marco Cappato, l'esponente dei Radicali che accompagnò in Svizzera Fabiano Antoniani, dj Fabo. Il giovane andò in una clinica per ricorrere alla pratica del suicidio assistito. La Procura dovrà quindi chiedere il rinvio a giudizio di Cappato, che è accusato di aiuto al suicidio. I pm avevano invece chiesto l’archiviazione per il politico ritenendo che non ha commesso reati ma solo aiutato una persona ad esercitare il diritto individuale alla dignità e all'autodeterminazione che, in questo caso, prevale sul diritto alla vita. Ma il gip a maggio aveva deciso di respingere in prima battuta la richiesta, rinviando la decisione e convocando le parti al 6 luglio. Accusa e difesa hanno di nuovo proposto la richiesta di archiviazione. Ma il gip ha deciso diversamente ordinando ai pm di formulare il capo di imputazione in vista del processo per l'esponente radicale.

Cappato: occasione per processare legge fascista

"Il processo sarà un'occasione per processare una legge sbagliata dell'era fascista”, ha commentato Marco Cappato, tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni. "Esprimo tutto il mio rispetto per la scelta del Giudice per le indagini preliminari", ha aggiunto. "Quando ho accettato la richiesta di Fabo, sapevo di andare incontro al rischio di essere processato, così come lo sanno Mina Welby e Gustavo Fraticelli per le altre persone che abbiamo aiutato e continuiamo ad aiutare”, ha spiegato Cappato. “Il processo sarà l'occasione per difendere il rispetto della libera e consapevole scelta di Fabo interrompere una condizione di sofferenza insopportabile". 

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