Vaccini, il decreto cambierà. Pioggia di emendamenti in Senato

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Il testo potrebbe essere ammorbidito con importanti variazioni. Allo studio la riduzione della sanzione per gli inadempienti. Quasi tutti i gruppi hanno presentato proposte per modificare il comma sul ricorso al Tribunale dei minori

Il Ddl 2856, di conversione del decreto legge sui vaccini obbligatori a scuola, potrebbe essere modificato. In commissione Igiene e Sanità del Senato, infatti, sono stati presentati 285 emendamenti e 10 ordini del giorno; molti dei quali finalizzati ad abolire l’intervento del Tribunale dei minori nel caso in cui non venga rispettata la normativa da parte dei genitori. "Quasi tutti i gruppi hanno presentato proposte in tal senso - ha spiegato la relatrice e senatrice del Pd Patrizia Manassero - Lo stesso ministro Lorenzin, ieri, si è detto favorevole a una revisione".

Modifica dell’articolo 1

In commissione si sta discutendo il Ddl 2856 di conversione del decreto legge sui vaccini obbligatori a scuola. Gran parte degli emendamenti presentati si concentrano sull'articolo 1. In particolare, l'attuale comma 5 prevede, come misura estrema, il coinvolgimento del Tribunale nel caso in cui i genitori non provvedano alla vaccinazione. E questa eventualità, nelle scorse settimane, ha scatenato numerose polemiche. "È una misura malvista - ha dichiarato ancora Manassero - e anche il Pd ha presentato un emendamento per sopprimerla". La discussione si concluderà il 27 giugno per passare successivamente alla V commissione Bilancio e tornare in commissione Sanità per il voto sugli emendamenti. Il decreto deve essere convertito entro il 6 agosto e potrebbe andare in aula a Palazzo Madama non prima del 3 luglio.

All’esame anche il numero dei vaccini

Gli altri emendamenti presentati in commissione Igiene e Sanità del Senato si concentrano sulle proposte di riduzione del numero di vaccini o di modifica del concetto di obbligatorietà. All’esame anche la rimodulazione dei tempi necessari per adempiere alla prescrizione. Tra gli obiettivi del governo, però, c’è soprattutto un’accelerazione sull’introduzione di un’anagrafe vaccinale e su aspetti inerenti alla farmacovigilanza, entrambi già previsti nel Piano nazionale di prevenzione vaccinale 2017-19

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