Maturità 2017, pericolo fake news per gli studenti

Un quinto del campione pensa di poter trovare informazioni sulle trecce d'esame in rete (Getty Images)
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La ricerca annuale di Skuola.net per la Polizia Postale ha svelato quante ancora siano comuni le bufale fra i maturandi italiani. MATURITÀ 2017

La notte prima degli esami, a quanto pare, non è più quella "di lacrime e preghiere" che cantava Antonello Venditti. I nuovi maturandi pensano invece a cercare e scambiarsi false anticipazioni delle tracce ministeriali e informazioni errate sulle procedure d'esame. Una pratica che ogni anno provoca enormi perdite di tempo e, potenzialmente, anche di denaro.

La ricerca

A rivelare questa nuova tendenza dei giovani maturandi è una ricerca realizzata per la Polizia di Stato da Skuola.net, la piattaforma multimediale dedicata agli studenti italiani. Lo studio, condotto su un campione di circa 2.500 studenti del quinto anno, ha rivelato dati inediti sui comportamenti di coloro che si apprestano a conseguire un diploma di scuola superiore. Uno studente su cinque – riporta la ricerca - crede di poter trovare su Internet le tracce delle prove d'esame; la stessa percentuale è invece convinta che la Polizia controlli i telefonini degli studenti per scoprire chi sta copiando. L'opinione è totalmente falsa perché il controllo della rete - spiega in una nota la Polizia postale - non avviene con queste modalità. Sono solo due dei fenomeni rilevati dalla ricerca e che hanno portato, per il nono anno consecutivo, sia la Polizia Postale che Skuola.net a lanciare la campagna di sensibilizzazione "Maturità al sicuro", con l'obiettivo di debellare il fenomeno delle fake news, bufale e leggende metropolitane ed evitare che gli studenti perdano tempo (e soldi) alla ricerca della soffiata giusta.

Gli altri dati raccolti

Se alcune delle risposte hanno riportato il livello di "allarme disinformazione" a quote più basse rispetto a quelle del 2014, altre hanno invece dimostrato quanto sia ancora necessario informare le nuove leve. Ben il 45% del campione in esame ha infatti ammesso il timore di poter essere perquisito dai professori della commissione, mentre circa il 16% crede che la scuola sarà "schermata" per bloccare il segnale internet verso gli smartphone. C'è poi un 10% che crede addirittura che i commissari saranno dotati di dispositivi per il rilevamento magnetico contro i telefonini.

Cosa si può portare in aula?

Il programma "antibufale" di Polizia e Skuola.net è finalizzato ad aiutare i ragazzi ad affrontare le tensioni dell'esame con maggiore serenità, confidando sui propri mezzi, la propria preparazione e senza cercare scorciatoie. Come quella di affidarsi al proprio smartphone per cercare le soluzioni ai test. E se il 91% degli studenti interpellati è cosciente che l'uso del telefonino equivale all'espulsione dalle prove d'esame, c'è ancora un 36% erroneamente convinto del fatto che non costituisca reato ricevere le soluzioni delle tracce dall'esterno mentre la prova è in pieno svolgimento.

 

Il test “Occidentali's Karma”

Per capire il livello di sicurezza che accompagna i diplomandi alle prove d'esame, quest'anno Skuola.net ha usato una delle canzoni più trasmesse dalle radio e ascoltate dai giovani: “Occidentali's Karma” di Francesco Gabbani. Gli intervistatori l'hanno spacciata come una finta traccia ministeriale di maturità sulla quale era in corso una fuga di notizie. Il risultato è stato che non tutti gli studenti raggiunti dalle telecamere di Skuola, si sono resi conto che si trattava di una fake news. Nunzia Ciardi, direttrice del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, ha sottolineato come le false notizie relative alla diffusione anticipata delle tracce d'esame in rete "possano portare a sterili distrazioni". "In un momento come questo – ha detto Ciardi – si corre il rischio di perdere la concentrazione necessaria e tempo prezioso".

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