Rogo Roma, scarcerato sospettato: mancano gravi indizi di colpevolezza

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Il giovane, fermato in relazione all'incendio del camper a Centocelle in cui hanno perso la vita tre sorelle, torna libero. Convalidato il fermo. La sua difesa: "Quella notte non ero lì"

Mancanza dei gravi indizi di colpevolezza che giustifichino la detenzione in carcere. È con questa motivazione che il gip di Torino ha disposto la scarcerazione del giovane indiziato di essere l'autore del rogo di Centocelle, a Roma, nel quale morirono tre sorelle di etnia rom. Non sono state accolte, quindi, le richieste di misura cautelare della procura di Roma. Contestualmente alla scarcerazione, è stato convalidato il fermo del ventenne.

La difesa del giovane

Il ragazzo era stato fermato il primo giugno scorso a Torino, in un’operazione congiunta degli uomini della squadra mobile del capoluogo piemontese e di Roma, in relazione al lancio di una bottiglia incendiaria, la notte del 10 maggio scorso, contro il camper dove dormiva l'intera famiglia Halilovic. Il ventenne, difeso dall'avvocato Gianluca Nicolini, nel corso della convalida del fermo si era difeso affermando che quella notte non si trovava in zona Centocelle ma era con la famiglia in un’area di parcheggio a Prati Fiscali, periferia est della Capitale.

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