Obama: "La mancanza di cibo è una delle cause dell’immigrazione"

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L’ex presidente Usa ha tenuto il suo speech nell’ambito di Seeds&Chips, il summit mondiale dell'innovazione alimentare a Rho. "Mancanza di lavoro è parte del problema terrorismo" ha detto. In apertura ha promesso: "Io e Michelle torneremo spesso"

"Il cambiamento climatico incide sull'alimentazione e complica la produzione di cibo. E la mancanza di cibo è una delle cause dell’immigrazione". Nella sua seconda giornata milanese Barack Obama ha parlato a Seeds&Chips, il summit mondiale dell'innovazione alimentare che si svolge alla fiera di Rho nell’ambito di Tuttofood. "I rifugiati non arrivano solo per le guerre ma anche per le carestie. Se non intraprendiamo le azioni necessarie la migrazione continuerà e diventerà peggiore", ha detto Obama che poi ha rivendicato quanto fatto per l'ambiente e per l'energia pulita negli otto anni del suo mandato. E ha ammonito che si tratta di una delle "priorità principali" per tutti. "Definirà i contorni del secolo più drammaticamente di ogni altra questione" ha aggiunto perché tutti i Paesi "grandi e piccoli" ne saranno colpiti.

Il discorso di Obama a Milano

Dopo le visite a Duomo e Pinacoteca di ieri e quella al Cenacolo di questa mattina, l’ex presidente ha fatto tappa in Fiera per tenere uno speech dedicato alla food innovation. "L’uomo ha causato danni al pianeta e ora deve risolverli. A Parigi, con Matteo Renzi, abbiamo aiutato a portare il mondo a un accordo molto significativo sul clima”, ha ricordato l'ex presidente degli Stati Uniti. Obama ha detto che il suo impegno dopo aver lasciato la Casa Bianca è quello di "formare la prossima generazione di leader" nel mondo spiegando che per questo ha discusso anche con Matteo Renzi per "creare una rete efficiente di attivisti globali". 

Le politiche Usa sul clima

"Confido nel fatto che gli Stati Uniti continueranno a muoversi nella giusta direzione" nelle politiche sul clima, ha auspicato Obama osservando che ormai negli Usa le regole sulle emissioni inquinanti degli autoveicoli "sono già stabilite a livello locale". Secondo l'ex presidente, "non dovrebbe esistere alcuna azienda sulla terra che vuole sprecare energia, perché questo si rifletterebbe sui suoi utili”. Sui cambiamenti climatici "è importante che grandi Nazioni, come Usa o Cina, e anche l'Europa, indichino la strada”. L'accordo di Parigi prevedeva standard così alti da risolvere il problema tout court, ma è servito "a mettere insieme l'architettura" per ridurre le emissioni, andando avanti man mano che le tecnologie lo permetteranno. "Bisogna continuare con questa leadership - ha concluso - nessuno può sedersi a bordo campo”.

Mancanza di lavoro è parte del problema terrorismo

La tecnologia nel mondo "sta creando in molti settori dell'economia ad alta intensità di capitale e meno richiesta di mano d'opera, e tutto questo diventerà un problema nel mondo avanzato. Sono certo che in molti Paesi del Medio Oriente e del sud dell'Asia questo è parte del problema che fomenta la radicalizzazione e il terrorismo”, ha detto Obama. ”Se molti giovani sono disoccupati canalizzeranno in modo malsano le loro energie" ha aggiunto.

Il confronto con il suo chef

In apertura Obama ha detto che lui e la moglie Michelle torneranno spesso in Italia. Poi il 44esimo presidente americano dopo l'introduzione al suo discorso ha tenuto un botta e risposta con Sam Kass, il suo chef alla Casa Bianca, suo consigliere per la nutrizione e direttore del programma Let's Move della first lady. Durante il confronto ha ammesso: "rispetto i vegetariani ma non sono uno di loro".

"Ovunque vada sono bloccato dai selfie"

Poi Obama ha parlato anche della sua vita dopo la fine del mandato: "Quando le cose non vanno c'è la tendenza a dare la colpa ai politici, ma io dico che la gente ha i politici che si merita”, ha detto Obama che poi ha confessato: “Quando si è alla Casa Bianca, per motivi di sicurezza si vive nella bolla, una prigione, una bella prigione" da cui non si può evadere per "andare a fare una passeggiata o prendere un caffè. Questo non mi manca. Adesso posso andare dappertutto ma vengo bloccato dai selfie".

Posti in sala esauriti

Presenti in platea, in una sala da 3500 posti, anche il sindaco di Milano Beppe Sala, che gli ha consegnato le chiavi della città in un incontro privato, l'ex premier Mario Monti, i ministri Carlo Calenda, Valeria Fedeli e Maurizio Martina, che gli ha donato i semi degli orti sociali di Lampedusa. Ospite personale di Obama il segretario del Pd Matteo Renzi, già arrivato in mattinata in fiera. Tutti i presenti sono stati controllati con il metal detector all'ingresso per motivi di sicurezza. I biglietti per l'evento erano andati esauriti in tempi rapidi nonostante il costo di 850 euro. (IL PROGRAMMA DELLA DUE GIORNI A MILANO)

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