Rogo Pomezia: procura Velletri dispone sigilli a impianto

4' di lettura

I magistrati hanno ordinato la chiusura della Eco X, l'impianto di trattamento dei rifiuti interessato da un incendio durato tre giorni. Il sindaco di Roma Virginia Raggi chiede alla Regione Lazio di inviare i dati sugli inquinanti presenti in aria e nel suolo

Arrivano i sigilli per la Eco X di Pomezia, l'impianto lungo la via Pontina interessato da un rogo durato tre giorni diffondendo miasmi in un raggio di chilometri. Lo hanno deciso i magistrati di Velletri, che hanno bisogno ora di risposte chiare per procedere nella loro inchiesta per incendio colposo: quanta diossina s'e' diffusa nell'aria col divampare delle fiamme? E poi: accertata la presenza di amianto nella copertura del tetto ieri dalla Asl, ci sono fibre che si sono liberate nell'aria?

Indagini a tutto campo

Accertamenti, questi, che la procura ha chiesto all'Arpa, l'Agenzia di protezione ambientale del Lazio, e che dovrebbero arrivare sul tavolo dei magistrati gia' dopodomani. Ma non finisce qui: il procuratore Francesco Prete e il sostituto Luigi Paoletti hanno anche avviato degli accertamenti sul corretto operato dell'azienda, in particolare rispetto alle sue autorizzazioni. Una indagine a tutto tondo, dunque, che echeggia i sospetti di irregolarita' che lo scorso novembre spinsero alcuni cittadini a scrivere al Comune di Pomezia per chiedere un intervento al sindaco Fabio Fucci. Intervento che, nonostante il coinvolgimento del Noe e della Asl Roma 6, non e' mai arrivato.

Primi dati tranquillizzanti

Oggi e' pero' anche il giorno in cui sono arrivati i primi dati sulla qualita' dell'aria nella zona a poche ore dal rogo: fuori dai limiti di legge per almeno il doppio consentito, annota l'Arpa, ma non superiori a quelli che si possono rilevare al centro di Roma d'inverno. E a quanto pare neanche i terreni agricoli sarebbero stati avvelenati: lo ha detto oggi l'assessore regionale al governatore Nicola Zingaretti nel corso di un vertice a cui ha partecipato anche l'assessore all'Ambiente. La Regione Lazio ha comunque attivato "un piano di monitoraggio, campionamento e analisi" che sara' ripetuto anche nei prossimi mesi e ha escluso, per bocca dello stesso governatore, una possibile emergenza amianto, quantomeno alla luce dei dati disponibili; un campione del tetto e' stato comunque mandato in laboratorio per accertamenti.

Raggi: "Regione invii dati su inquinanti"

Oggi la sindaca di Roma Virginia Raggi ha raggiunto il collega M5s di Pomezia Fabio Fucci nella sua citta' per una riunione tecnica e ha chiesto ad Asl e Arpa un campionamento su tutti i terreni dei Municipi IX e X. Tramite una lettera Raggi sollecita la Regione Lazio, l'Arpa Lazio e la Asl Roma 6 affinche' "procedano al tempestivo invio di dati estesi e puntuali riguardo gli inquinanti presenti in atmosfera e nel suolo in seguito all'incendio divampato presso gli stabilimenti Eco X di Pomezia il 5 maggio. Si invita, inoltre, a un'attenzione particolare per le zone coltivate e per quelle adibite al pascolo". In particolare, a tutela dei cittadini residenti a Roma sud nei Municipi IX e X, si chiede ai tre enti, ciascuno per la propria competenza, di "verificare l'eventuale presenza di diossine e di amianto; installare apposite centraline mobili per il rilevamento degli inquinanti presenti nell'atmosfera; eseguire campionamenti a terra per valutare i livelli di inquinamento presenti al suolo; verificare e valutare la sicurezza delle colture e dei foraggi; verificare e valutare la potabilita' delle acque e delle falde acquifere anche a medio lungo termine". La Sindaca attende, quindi, "urgente conferma dell'installazione delle centraline mobili e di ricevere i dati delle verifiche in modo da poter adottare ogni provvedimento utile alla tutela della salute pubblica".

 

Polemiche Pd-M5S

I provvedimenti pero' non fugano le polemiche. Marco Miccoli, deputato e commissario cittadino del Pd, punta il dito contro il sindaco Fucci: perche' a fronte dell'esposto di novembre contro la Eco X non ha emesso una ordinanza urgente "visto il grave rischio per la salute pubblica"? Se lo avesse fatto, probabilmente non ci sarebbe stato l'incendio, sostiene il parlamentare. Per Fucci pero' l'incendio puo' non essere un banale caso di incuria: "Quando si parla di rifiuti l'attenzione delle procure deve essere massima. Nei confronti di questi impianti, dei loro proprietari, dei gestori, per capire se ci possono essere fenomeni di collegamento con la criminalita'. Io - conclude - all'autocombustione non ci credo".

 

Leggi tutto