Grillo: "Renzi rottama il padre". L’ex premier: "Sei uno sciacallo"

1' di lettura

Duro botta e risposta tra il leader M5S e l'ex premier sull'inchiesta Consip. L’imprenditore Alfredo Romeo, accusato di corruzione, si sfoga dal carcere: "Io vittima di strumentalizzazioni". Il ministro Orlando difende Lotti: “Ha tutto il diritto di restare”. La Procura intanto ha revocato le indagini al Noe per “fuga di notizie”

 

"In questa vicenda non c'è nulla di vero, mi sento vittima di una strumentalizzazione legata ad una aspra contesa, tutta di natura politica". Alfredo Romeo, accusato di corruzione nell’inchiesta sugli appalti Consip, si è sfogato parlando coi suoi legali dal carcere di Regina Coeli, dove è detenuto dal primo marzo. Si terrà lunedì mattina l'interrogatorio di garanzia dell'imprenditore davanti al gip Gaspare Sturzo e al pm Mario Palazzo, titolare dell'indagine giunta a Roma per competenza territoriale. 

 

Grillo: "Renzi rottama il padre" - Sul fronte politico, Beppe Grillo ha attaccato l'ex premier Renzi, il cui padre Tiziano è indagato per traffico di influenze, definendolo il "rottamatore che riuscì a rottamare solo il padre". "Ma cosa vuol dire 'per mio padre doppia condanna'?  - scrive Grillo in riferimento alle parole dell'ex premier - sicuramente nessuno avrebbe mai pronunciato una frase del genere prima di oggi, che sia gente malata lo dico da sempre: arrivismo e sterile incapacità a riconoscere le emozioni proprie e degli altri". 

 

Renzi: "Grillo sciacallo, verità arriva"- Parole a cui risponde Renzi con un altro post in cui afferma: "Questo è mio padre. Buttati come sciacallo sulle indagini, se vuoi, caro Beppe Grillo. Mostrati per quello che sei. Ma non ti permettere di parlare della relazione umana tra me e mio padre". E a proposito delle indagini in corso: "Vedremo che cosa accadrà. Mio padre ha reclamato con forza la sua innocenza, si è fatto interrogare rispondendo alle domande dei magistrati, ha attivato tutte le iniziative per dimostrare la sua estraneita' ai fatti. Personalmente spero che quando arriverà la parola fine di questa vicenda ci sia la stessa attenzione mediatica che c'è oggi. La verità arriva, basta saperla attendere".

 

Il leader del M5S non molla la presa e controbatte su Facebook: "Per una volta che leggo quello che dici non puoi prendetela con me. Fatti coraggio e rileggi a voce alta, magari ti aiuta".  

 

 

Orlando: "Lotti ha diritto di restare" - Sui risvolti politici della vicenda oggi è intervenuto anche il ministro della Giustizia Andrea Orlando secondo cui l'inchiesta Consip "non deve assolutamente" influenzare il congresso Pd. Orlando ha poi difeso il collega Luca Lotti, anch’esso indagato. “Ritengo che Lotti abbia tutto il diritto di stare al suo posto per una ragione molto semplice: l'avviso di garanzia che lo riguarda è precedente al Natale e quindi i fatti nuovi che stanno emergendo in questo momento sono cosa diversa rispetto a quell'avviso di garanzia”.

 

Procura revoca indagini al Noe -  Sul fronte investigativo, la Procura di Roma a sorpresa ha revocato ai carabinieri del Noe (che cos'è: LA SCHEDA) la delega per ulteriori indagini “alla luce di ripetute rivelazioni di notizie coperte da segreto istruttorio”. La fuga di notizie, secondo gli accertamenti, sarebbe avvenuto verso “indagati e organi di informazione”. La delega passa dunque al Nucleo Investigativo di Roma dell'Arma dei Carabinieri.

 

Nei prossimi giorni sarà sentito Emiliano - L'attività istruttoria della procura di Roma intanto sta proseguendo e nei prossimi giorni dovrebbe essere sentito, come persona informata sui fatti, il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano. Al centro dell'audizione ci saranno alcuni sms che l'esponente del Pd scambiò con il ministro Luca Lotti, indagato per rivelazione di segreto, nei quali si sarebbe fatto riferimento a Carlo Russo, imprenditore amico di Tiziano Renzi e ritenuto da chi indaga punto di contatto tra Alfredo Romeo e il padre dell'ex premier. 

 

Gli interrogatori di Russo e Renzi - Russo ieri si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti ai pm. L'imprenditore farmaceutico è indagato per traffico di influenze illecite, così come Tiziano Renzi, che invece è stato sentito in tribunale. Nelle quattro ore di interrogatorio ha si è difeso definendosi “vittima di un abuso del suo cognome”. Ha dichiarato di non aver mai preso soldi, di non avere alcun ruolo nei fatti contestati e di non aver mai conosciuto Romeo.

 

 

Data ultima modifica 05 marzo 2017 ore 07:30

Leggi tutto