Da Pietro Maso a Erika e Omar, quando l'assassino è in famiglia

Delitti in famiglia. Da in alto a sinistra: Erika De Nardo, Pietro Maso, Guglielmo Gatti e Ferdinando Carretta.
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Da Maso, che nel ’91 uccise i genitori, alla strage di Novi Ligure del 2001. Da Ferdinando Carretta al figlio 16enne della coppia uccisa a Pontemaodino, nel Ferrarese, meno di un anno fa. Storie di delitti familiari

Da Pietro Maso che nel 1991 a 19 anni uccise a bastonate i genitori e simulò un furto per darsi alla bella vita con l'eredità, a Erika e Omar, che nel 2001 uccisero a Novi Ligure la mamma e il fratellino di lei, fingendo poi che fossero entrati degli sconosciuti nel villino armati di coltelli. Sono clamorosi i casi di cronaca avvenuti in contesti famigliari. Uno dei più recenti, quello avvenuto a gennaio nel Ferrarese, dove un 16enne ha ucciso i genitori con l'aiuto di un amico.

Ecco i casi più recenti:

- Il 4 agosto 1989 Ferdinando Carretta uccide i genitori e il fratello nella loro casa di Parma. Carretta riuscì per anni a tenere nascosta la strage familiare. Tutti pensavano che la famiglia se ne fosse andata ai Caraibi. Solo nel novembre '98, nove anni dopo, fu rintracciato a Londra, dove lavorava come pony express. Confessò davanti alle telecamere di “Chi l'ha visto?” di aver sterminato la famiglia - i genitori Giuseppe e Marta, il fratello minore Nicola - e raccontò di aver trasportato i cadaveri in una discarica alla periferia di Parma, a Viarolo, ma i corpi non vennero mai trovati e nemmeno la pistola usata per la strage.  

Ferdinando Carretta in una foto del 1998
- Il 16 aprile 1991 a Montecchia di Crosara (Verona) Pietro Maso, 19 anni, uccide con bastonate alla testa i genitori con l'aiuto di amici. I ragazzi volevano darsi alla bella vita con i soldi dell'eredità dei Maso. Dopo la strage i ragazzi avevano simulato un furto e trascorso la nottata in discoteca. Maso è tornato in libertà nel 2013.
Pietro Maso nel 2012
- Nel luglio del 2005 Guglielmo Gatti uccide e fa a pezzi a Brescia gli zii Aldo Donegani e Luisa De Leo che abitano nell'appartamento in cui lui vive con i genitori. I corpi verranno ritrovati in sacchi dell'immondizia in un dirupo.
Guglielmo Gatti in tribunale nel 2007, dopo la condanna all'ergastolo
- il 2 dicembre 2008 in una villetta di Mentana, cittadina alle porte della Capitale, Valerio Ullasci, 30 anni, massacra a colpi di machete i genitori.  Un massacro premeditato, ipotizzano gli investigatori dopo aver ascoltato un racconto "agghiacciante, anche se fatto da una coscienza alterata". I genitori erano titolari della Taverna del Sarchiapone dove Valerio lavorava come cameriere.

- Il 21 aprile del 1995 a Sestri Levante (Genova): Carlo Nicolini, 26 anni uccide i genitori a colpi di fucile, poi ne dilania i corpi estraendo con le mani le viscere.

- Il 21 febbraio 2011 a Novi Ligure (Alessandria) Erika De Nardo e Omar Favaro uccidono, con 96 coltellate, la mamma e il fratellino di Erika, Susy Cassini e Gianluca, di 11 anni. A dare l'allarme è la stessa Erika che racconta di essere riuscita a sfuggire a degli sconosciuti armati di coltello, entrati all'improvviso in casa. Tuttavia mentre è nella caserma dei carabinieri viene filmata mentre mima le coltellate e cerca di rassicurare il complice. Nel 2011 Erika De Nardo è tornata in libertà.
Erika De Nardo nel 2011
- Il 12 maggio 2016 Igor Diana, figlio adottivo di Giuseppe Diana, 67 anni e Luciana Corgiolu, 62, uccide i genitori nella loro abitazione a Settimo San Pietro, in provincia di Cagliari. Dopo una fuga durata 35 ore arrestato confesserà: "è stato un raptus, non so cosa mi sia preso e li ho uccisi, non ricordo nulla di quello che è accaduto". Un rapporto conflittuale con i genitori, continui litigi per richieste di soldi e mancanza di lavoro, oltre ad uno stato psicologico problematico culminato con alcuni tentativi di suicidio: questi gli elementi, secondo gli investigatori, che hanno portato al duplice omicidio. Igor Diana si è poi suicidato in carcere.

- Il 10 gennaio 2017 Salvatore Vincelli, 59 anni, e Nunzia Di Gianni, 45, vengono trovati uccisi nella loro casa di Pontemaodino, nel Ferrarese. Dopo una notte di interrogatori in caserma, il figlio 16enne della coppia confessa l’omicidio commesso con l’aiuto di un amico (anche lui minorenne).

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