Anche l'acqua che beviamo è contaminata dalla plastica

3' di lettura

Lo indica una ricerca di Orb Media, sito di informazione no profit di Washington. Testati oltre 150 campioni di acqua potabile in città di cinque continenti: l'83% conteneva microfibre di plastica. SPECIALE SKY: Un mare da salvare

La plastica che inquina gli oceani del globo non arriva solo sulle nostre tavole perché ingerita, sotto forma di microplastiche, da pesci e altri organismi marini, ma anche nel rubinetto di casa. Ad accendere i riflettori sulla contaminazione da plastica dell'acqua potabile è un maxi studio di Orb Media, sito di informazione no profit di Washington che ha pubblicato i risultati di un'analisi condotta in città di cinque continenti con la collaborazione di ricercatori delle università americane di New York e del Minnesota. La contaminazione non risparmia nessuno, nemmeno un ristorante blasonato come quello della Trump Tower di New York.

Beviamo anche plastica

L'allarme arriva dall'analisi di 159 campioni di acqua potabile raccolti in città grandi e piccole di 14 Paesi, Italia inclusa (i campioni sono stati prelevati nella città di Pavia). Ben l'83% di questi conteneva microfibre di plastica. Anche i campioni raccolti presso il Congresso degli Stati Uniti, la sede dell'Agenzia per la protezione dell'ambiente a Washington e il ristorante Trump Grill della Grande Mela. Questo tipo di contaminazione infatti si è rivelata indifferente a confini geografici e ai livelli di reddito dei Paesi esaminati. Negli Usa è stato rilevato uno dei più alti tassi di contaminazione: il 94% dei campioni. Percentuale alta anche in Europa: il 72%. In India i campioni contaminati sono l'82%, il 94% in Libano, il 76% in Indonesia, l'81% in Uganda. Orb continuerà a testare altri campioni prelevati in tutto il mondo e annuncia che aggiornerà i risultati a fine mese.

Gli effetti delle microplastiche nella catena alimentare

Rischi ancora ignoti

Gli scienziati non sanno ancora come la microplastica (particelle inferiori ai 5 millimetri) finisca nei rubinetti dell'acqua potabile. E soprattutto, spiega Molly Bingham, fondatrice e ceo di Orb Media, "non sanno ancora quali possano essere i rischi per la salute dell'uomo. Tuttavia è noto che le microplastiche assorbono sostanze chimiche nocive dall'ambiente marino e le rilasciano quando consumate da pesci e mammiferi". I ricercatori insomma non nascondono preoccupazioni sulle implicazioni della contaminazione dell'acqua potabile. Anche perché questa non viene solo bevuta ma utilizzata per preparare una vasta gamma di cibi, compresi pane, pizza e zuppe.

Plastica invisibile

Le microfibre di plastica, secondo i ricercatori, possono avere origine anche nell'abrasione quotidiana di tessuti, dai vestiti ai tappeti. E potrebbero raggiungere l'acqua potabile contaminando fonti idriche locali o sistemi di trattamento e distribuzione dell'acqua. Non esistono ancora procedure specifiche per filtrare queste particelle. Quel che è peggio è che la plastica è praticamente indistruttibile: non si dissolve completamente nell'ambiente, si "rompe" semplicemente in pezzi sempre più piccoli fino ad arrivare a dimensioni infinitesimali, di scala nanometrica, ma non per questo meno pericolosi. Secondo alcuni studi particelle così piccolo possono attraversare le pareti intestinali e viaggiare verso i linfonodi.

Leggi tutto
Prossimo articolo

Leggi anche:
  • Uragano Irma verso gli Usa, evacuate isole delle Bahamas
  • Pavia, rogo in azienda di recupero rifiuti speciali: rischio diossina
  • Gino Strada: "Dire che i vaccini fanno male è una fesseria"
  • Lo Hwasong-14 e gli altri missili della Corea del Nord. SCHEDA
  • Papa Francesco in Colombia, "viaggio all'insegna della pace"