Incidente funivia Stresa, la sindaca: "Un altro colpo al cuore"

Piemonte
©Ansa

"Una cosa terribile - aggiunge la sindaca - era già nell'aria da ieri che il cerchio si stava chiudendo. L'unica nota positiva è che la macchina, anche quella delle indagini, ha funzionato bene e celermente, lo dovevamo a quelle persone"

"La notizia di questa mattina è un'ulteriore mazzata. Questa volta sappiamo che la tragedia si poteva evitare". Così la sindaca di Stresa, Marcella Severino, commenta il repentino sviluppo delle indagini sulla tragedia della funivia del Mottarone, che ha portato al fermo di tre persone, Luigi Nerini, il proprietario della società che gestisce l'impianto, il direttore del servizio Gabriele Tadini, e l'ingegnere Enrico Perocchio. (LA TRAGEDIA - LE VITTIME - IL FORCHETTONE)

Le dichiarazioni

"Una cosa terribile - aggiunge la sindaca -. Era già nell'aria da ieri che il cerchio si stava chiudendo. L'unica nota positiva è che la macchina, anche quella delle indagini, ha funzionato bene e celermente, lo dovevamo a quelle persone". "Sono arrivati i fermi dopo 48 ore, significa che gli inquirenti sono stati molto bravi", sottolinea. "Il buono e il cattivo c'è ovunque, persone così spero ce ne siano pochissime. Penso che il territorio stia dando l'immagine di tanta brava gente e spero sia preponderante", aggiunge la prima cittadina.

La visita in ospedale a Torino

La prima cittadina si è recata in ospedale, a Torino, dove è ricoverato il piccolo Eitan, il bambino unico sopravvissuto alla tragedia in cui sono morte 14 persone. Insieme a lei il sindaco di Baveno, Alessandro Monti. "Non ho visto il bambino, ma i medici e la zia. Penso che le notizie delle ultime ore (i fermi, ndr) siano l'ultimo dei loro pensieri. Sono molto lucidi sull'aiuto di cui Eitan avrà bisogno", fa sapere Severino. "La zia Aya è una gran bella persona, che sta trovando tutta la forza che le serve per stare vicina al nipotino - aggiunge la prima cittadina -. Eitan sarà sicuramente in buone mani. Quell'abbraccio che potrebbe averlo salvato - conclude riferendosi all'ipotesi che il bimbo non sia morto perché abbracciato dal padre al momento della caduta - continui dal cielo e ce la faccia". Nel Verbano Cusio Ossola, intanto, si stanno moltiplicando le iniziative a sostegno del bambino israeliano che ha perso i genitori, il fratellino e i bisnonni. Per lui sono state attivate diverse raccolte fondi.

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