Torino, maxi operazione contro la ‘ndrangheta: arresti in Italia e all'estero

Piemonte

L’operazione, denominata “Platinum-Dia” e coordinata dalla Procura di Torino, rappresenta secondo gli inquirenti "un duro colpo" alla 'ndrangheta. Oltre che il territorio italiano, sono interessate Germania, Romania e Spagna. Sono 33 le misure cautelari in carcere emesse dai Tribunali di Torino e Costanza

È in corso in queste ore un'operazione di polizia contro la 'ndrangheta, che vede impegnati sul territorio nazionale oltre 200 donne e uomini della Direzione Investigativa Antimafia e un centinaio di unità della Polizia di Stato, dell'Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza con il supporto di unità cinofile, elicotteri e militari del Reggimento Genio Guastatori di Caserta, nonché 500 agenti della Polizia Criminale del Baden-Wuttemberg, della Polizia Economico Finanziaria di Ulm, della polizia romena e spagnola. Oltre che il territorio italiano, infatti, sono interessate Germania, Romania e Spagna. L’operazione, denominata “Platinum-Dia” e coordinata dalla Procura di Torino, rappresenta secondo gli inquirenti "un duro colpo" alla 'ndrangheta. 

Le misure cautelari

Sono 33 le misure di custodia cautelare e le perquisizioni, emesse dal tribunale di Torino - su richiesta della Direzione distrettuale antimafia (Dda) piemontese e coordinata dalla Direzione nazionale antimafia (Dna) - e dal tribunale di Costanza nei confronti di soggetti ritenuti affiliati alla 'ndrangheta in Italia e in Germania. Si tratta di soggetti attivi nel "locale" di Volpiano (Torino), considerati terminale economico della famiglia Agresta di Platì (Reggio Calabria), nonché nei confronti di esponenti della famiglia Giorgi, detti "Boviciani", di San Luca. La famiglia è accusata di gestire un traffico internazionale di stupefacenti che coinvolgeva, oltre a Calabria, Piemonte, Sardegna e Sicilia, anche il Land del Baden, in Germania, dove i Giorgi gestivano una catena di ristoranti chiamati 'Paganini'. La complessa inchiesta ha inoltre accertato i rapporti tra i Giorgi e gli Assisi, Nicola e il figlio Patrick, all'epoca latitanti, per l'approvvigionamento di cocaina dal Brasile. Controlli e perquisizioni sono in corso dall'alba anche nel nord Sardegna a opera dei carabinieri della Compagnia di Alghero, che hanno eseguito dieci misure cautelari in carcere.

La famiglia Agresta invece della "locale" di Volpiano vede come capo Antonio, 61anni, secondo gli investigatori massimo esponente della Ndrangheta in Piemonte, già detenuto per altre inchieste.

Le accuse

Le accuse, a vario titolo, nell'ambito dell'inchiesta vanno dall'associazione mafiosa all'associazione finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Contestati anche i reati di riciclaggio, intestazione fittizia di beni, estorsione ed altri reati, aggravati dalle modalità mafiose.

"Una complessa operazione iniziata nel 2016, che accentua l'attività di alcuni imprenditori che gestivano affari per la locale di Volpiano con società e attività imprenditoriali", sottolinea il procuratore di Torino, Anna Maria Loreto. "Quella di oggi è una bella giornata per le forze dell'ordine e una brutta giornata per il lato oscuro del potere. Con questa operazione abbiamo imparato molto su una criminalità che molti non credono esista in Germania", commenta invece il procuratore capo di Costanza, Johannes George Roth. Oltre alle persone arrestate, sono stati perquisiti ulteriori 65 indagati.

I sequestri

L'operazione ha portato inoltre a numerosi sequestri preventivi di beni costituiti da aziende cooperative ed edili, immobili, auto, conti correnti bancari e postali, corrispondenti a un valore di molti milioni di euro, nonché quattro pistole, due etti di cocaina, oltre 50 mila euro di denaro in contante e diversi beni preziosi. Sono oggetto della misura cinque società che operano nella ristorazione: in particolare la torrefazione "Caffè Millechicchi" e il bar "VIP'S" di Torino, una rivendita tabacchi in via Volpiano sempre nel capoluogo piemontese. Nel settore immobiliare la "G.P. Immobiliare" e, nel settore dell'edilizia, la società "General Costruzione": entrambe le imprese hanno sede a Torino. 

Morra: "Maxi operazione dimostra forza dello Stato"

"La maxi operazione Platinum-DIA condotta a Torino e con ramificazione in Germania Spagna e Romania dimostra la pervasività della 'Ndrangheta ma soprattutto la forza dello Stato". Così Nicola Morra presidente commissione Antimafia. "Il mio personale plauso va alla DIA e al lavoro del direttore Maurizio Vallone e dell'ufficiale di collegamento della commissione Antimafia colonnello Luigi Grasso, che ha permesso tra l'altro di creare un filo diretto di sinergie e di scambio di informazioni - prosegue -. Locale di Volpiano legata alla famiglia Agresta di Platì, la famiglia Boviciani di San Luca questi gli elementi fondanti di una rete mafiosa europea. Questa la pericolosità della Ndrangheta calabrese che si continua a sottovalutare". "Oltre il necessario ringraziamento a centinaia di donne e uomini delle forze dell'ordine italiane e di altri paesi europei, mi chiedo quanto ancora si voglia sottovalutare il problema - prosegue l'esponente M5S -. Abbiamo una forza criminale in campo che non solo ha monopolizzato un territorio e lo ha asservito ai suoi fini criminali, ma ha una impressionante forza economica con cui risulta capace di espandersi ovunque in Europa. La magistratura, anche europea, lotta con tutte le forze, dovrebbe farlo anche la politica italiana avendo come priorità la Calabria". 

Dia: "Operazione è punto di partenza"

"Questa indagine è solo un punto di partenza e non la fine", commenta il direttore del centro operativo della Dia di Torino, tenente colonnello Michele Fanelli. "L'operazione è ancora in corso e sicuramente sul fronte dei sequestri ci sarà un'evoluzione", aggiunge. Durante l'operazione sono state sequestrate anche armi ed è stata scoperta una base logistica dell'organizzazione criminale in provincia di Alessandria dove, all'interno di una cassaforte, erano custoditi telefonini criptati, ultima generazione di strumenti usati dalla criminalità organizzata per non essere intercettati. 

De Raho: "Usati sistemi di comunicazione criptati"

"Si tratta di telefoni con protocollo encrochat e apparati con sistema criptato Sky Ecg - spiega il procuratore nazionale dell'antimafia Federico Cafiero De Raho - che costituiscono ormai gli strumenti ordinari di comunicazione, laddove a livello globale non si riesca ad avere una capacità di controllo di queste apparecchiature si ha una debolezza nel contrasto". "Credo - aggiunge il magistrato - che non solo a livello europeo ma a livello globale bisogna intervenire perché in questo settore è necessario che polizia e l'autorità giudiziaria possano intervenire per assicurare la garanzia della nostra democrazia".

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