Covid Piemonte, scuola: Tar respinge sospensiva su Dad alle Medie

Piemonte

"Ancora una volta, come nel caso della misurazione della febbre a scuola, ha vinto il buonsenso e l'atteggiamento di prudenza per la salvaguardia della salute dei nostri ragazzi, del personale scolastico e di tutti i loro familiari", commenta il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio

Il Tar del Piemonte ha respinto la richiesta, avanzata da un gruppo di genitori e insegnanti, di sospensiva d'urgenza in via monocratica dell'ordinanza della Regione Piemonte che prevede la didattica a distanza per le seconde e terze classi della scuola secondaria di primo grado fino al 23 dicembre. Lo rende noto la Regione. (TUTTI GLI AGGIORNAMENTI MAPPE E GRAFICI DEI CONTAGI - LA PROTESTA DEGLI STUDENTI)

La misura, più restrittiva rispetto a quanto previsto dalla zona arancione, è stata assunta dalla Regione Piemonte alla luce dei pareri medici e scientifici e dei dati sul contagio che, dall'inizio dell'anno scolastico, hanno visto nella fascia d'età 11-18 anni di medie e superiori più del doppio dei casi rispetto a quelli registrati sotto i 10 anni. Un dato preoccupante, secondo la Regione Piemonte, anche alla luce della pressione ospedaliera ancora elevata e del possibile impatto in prossimità delle feste, con il rischio di portare in famiglia il contagio contratto nel pre e post scuola su cui si concentrano ancora le maggiori criticità. L'udienza camerale per la discussione in via ordinaria dell'istanza di sospensiva davanti all'intero Collegio è stata fissata per il 16 dicembre. 

Cirio: "Hanno vinto il buonsenso e la prudenza"

"Ancora una volta, come nel caso della misurazione della febbre a scuola, ha vinto il buonsenso e l'atteggiamento di prudenza per la salvaguardia della salute dei nostri ragazzi, del personale scolastico e di tutti i loro familiari". Così il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, commenta la decisione. "Sono lieto che il Tar abbia riconosciuto la fondatezza delle motivazioni sanitarie che hanno sostenuto una scelta difficile, ma finalizzata come unico scopo a tutelare il bene della vita. Dobbiamo restare però tutti consapevoli che la didattica a distanza, nonostante l'enorme impegno di tutto il mondo della scuola, è un grande sacrificio che stiamo chiedendo ai nostri figli, alle famiglie e agli insegnanti - sottolinea il governatore -. Pertanto dobbiamo continuare a mettere in campo ogni impegno possibile per tornare al più presto alla normalità. Ora continuiamo a lavorare con il mondo della scuola, fianco a fianco, affinché il 7 gennaio si possa davvero riaprire la scuola in presenza per tutti, ma in assoluta sicurezza e per sempre". 

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