Osmo Pocket si aggiorna: ecco la versione 4 della telecamerina portatile più famosa

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Daniele Semeraro

Daniele Semeraro

Introduzione

È uno dei prodotti di DJI che più abbiamo apprezzato e adesso migliora ancora. Utilizzata ormai da migliaia di creator e giornalisti in giro per il mondo, è ultra-compatta e facile da utilizzare, ha un’ottima qualità dell’immagine e una super stabilizzazione. L’abbiamo messa alla prova e confrontata con il già ottimo modello 3

Quello che devi sapere

Non una rivoluzione ma un’evoluzione mirata

DJI aggiorna la sua telecamera portatile più celebre, la Osmo Pocket, e presenta il modello 4. Che è molto simile al modello 3 (qui la nostra recensione) ma che offre numerosi miglioramenti nella qualità video, in alcuni passaggi più rapidi e in un maggiore margine creativo in post-produzione. Tra le caratteristiche di questa telecamera “punta e scatta” ci sono il sensore CMOS da un pollice, una gamma dinamica che sale a circa 14 stop e un profilo D-Log a 10 bit utilizzabile anche professionalmente. A questo si aggiunge (finalmente) una memoria interna di 107 gigabyte che rende superfluo l’acquisto, a parte, di una scheda di memoria. La caratteristica principale di Osmo Pocket è quella di essere subito attiva non appena si preme il pulsante di registrazione o si apre il piccolo schermo: adesso può registrare video fino alla qualità 4K 240 fps (slow motion Ultra HD), promette scatti fotografici più nitidi e ha nuove funzioni di tracciamento intelligente.

Le caratteristiche principali

Quello che salta subito all’occhio utilizzando la nuova Osmo Pocket 4 (noi l’abbiamo usata per lavoro e per intrattenimento praticamente tutti i giorni per due settimane) è che gli scatti e i video sono più nitidi, anche in condizioni di scarsa illuminazione, i colori sono realistici e anche l’utilizzo quotidiano è più immediato, grazie alla presenza di due nuovi pulsanti: uno permette di passare con un tocco dallo zoom 1x a quello 2x (altra novità di questo modello); l’altro è un pulsante personalizzabile, utile ad esempio per modificare la funzionalità del joystick, da quella che alza e abbassa l’obiettivo a quella che aumenta o diminuisce lo zoom. Il salto tecnico più evidente è certamente il 4K fino a 240 fps, una sorta di “slow motion cinematografico”, ma anche le riprese con scarsa quantità di luce, in cui la Pocket 4 si avvicina più a una compatta avanzata che a una action cam.

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La stabilizzazione e il tracking

L’altra funzionalità sempre molto apprezzata è la stabilizzazione a tre assi, che permette di girare scene in movimento, anche in corsa, ultra-stabili. Resta un riferimento per la categoria, superiore a qualsiasi soluzione elettronica mobile. E poi è stata migliorata la funzionalità di tracciamento: attraverso il nuovo ActiveTrack 7 possono essere tracciati soggetti anche lontani (con zoom fino a 4x), anche in controluce, e anche se tra noi e il soggetto ci sono ostacoli come alberi o altre persone. Molto buona la messa a fuoco automatica intelligente, che mantiene i soggetti nitidi. Presente, infine, il controllo gestuale, che permette di ottenere riprese professionali anche quando si è da soli: mostrando il palmo della mano è possibile attivare ActiveTrack; mostrando il segno di vittoria (la “V” con indice e medio) è invece possibile scattare una foto o avviare o interrompere la registrazione. Osmo Pocket 4 vanta anche una maggiore autonomia: è compatibile con la funzionalità di ricarica veloce (se colleghiamo un caricabatterie compatibile) e permette lunghe sessioni di registrazione senza mai dover ricaricare: nelle nostre prove, girando in qualità 4K, abbiamo lavorato un’intera mattina e avevamo ancora carica residua.

Le modalità video e le altre caratteristiche

Tante le modalità di creazione dei video: c’è quello con otturatore lento che regola manualmente i tempi di posa per creare un effetto motion blur, catturando le scie dei movimenti e lo scorrere del tempo, è possibile (con “tono pellicola”) scegliere tra una gamma di toni per ricreare facilmente diversi stili, c’è la possibilità di attivare la funzionalità di abbellimento, che rende la pelle più liscia e luminosa. E ancora: è possibile modificare esposizione, bilanciamento del bianco, attivare l’anti-sfarfallio. Peccato per la mancanza di una funzionalità Macro per effettuare riprese ultra-ravvicinate.

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Il microfono e la luce

DJI Osmo Pocket 4 ha a bordo dei microfoni in grado di catturare voci e suoni ambientali. Supporta però anche la connessione diretta (all’interno dell’ecosistema OsmoAudio) con i microfoni DJI (Mic 2, Mic 3, Mic Mini), consentendo la registrazione audio a quattro canali. L’altra novità della versione 4 è la presenza, sulla “testa” di un connettore a quattro pin che permette di collegare la luce di riempimento (che si può impostare calda o fredda con diverse intensità): sia il microfono Mic 3 che la luce di riempimento si possono acquistare a parte o sono presenti nella versione Combo Creator.

La compro o tengo (o compro) la versione precedente?

Alcune novità rispetto alla Osmo Pocket 3 sono certamente sostanziali, altre meno impattanti. Potremmo riassumere così: il modello 4 non cambia la filosofia, ma migliora alcuni aspetti che prima potevano rappresentare, per alcuni, un limite operativo. La nuova versione raddoppia lo slow motion, introduce un “vero” D-Log a 10 bit, offre una memoria interna integrata e un’autonomia più lunga; migliorano anche il tracking dei soggetti in movimento e i due nuovi pulsantini sono certamente molto comodi. Sensore, ottica e design restano, invece, sostanzialmente invariati. Alla luce di queste considerazioni consigliamo un upgrade dal modello 3 al modello 4 ai power user di Osmo Pocket o a chi lavora intensamente in post-produzione.

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Verdetto, disponibilità e prezzi

DJI Osmo Pocket 4 è una telecamera portatile ideale per vlogger, content creator, videomaker e giornalisti che lavorano spesso da soli e hanno bisogno di uno strumento veloce, affidabile e discreto. Non si tratta di un cambio generazionale radicale rispetto alla Osmo Pocket 3, ma di un aggiornamento che rifinisce e migliora alcuni aspetti. Da notare che manca una certificazione IP e quindi questo prodotto non è adatto a chi pratica sport estremi o all’uso in condizioni ambientali troppo calde, troppo fredde, con pioggia o neve (o almeno: potrebbe anche essere adatto, ma non è certificato per questo). Siamo ai prezzi: la Combo Standard, che comprende oltre alla telecamera il morsetto per stabilizzatore, un cinturino da polso, un manico con filettatura da 1/4" e la custodia da trasporto portatile, costa 499 euro. La Combo Creator, a 629 euro, aggiunge anche l’obiettivo grandangolare, un trasmettitore DJI Mic 3 con cavo di ricarica magnetico, la luce di riempimento, un mini-treppiede e la custodia da trasporto. La versione Combo Essential, a 479 euro, include invece oltre alla telecamera solo il manico con filettatura e la custodia portatile.

Pro e Contro

PRO:

  • Telecamera portatile ideale per chi lavora da solo
  • Stabilizzazione e tracking di ottima qualità

CONTRO:

  • Manca una certificazione per l’utilizzo in ambienti estremi
  • Manca funzionalità macro per riprese ultra-ravvicinate

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