Podcast, ecco come farlo diventare una professione e iniziare a guadagnare denaro. VIDEO

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Damiano Crognali

Aumentano gli ascolti e c'è maggiore attenzione da parte del pubblico e della pubblicità. Ma come si guadagna facendo il "podcaster"?

Con l’aumento degli ascolti e la maggiore attenzione riservata da pubblico e pubblicità, sempre più persone si inventano podcaster, che sta diventando una sorta di nuova professione. Ma come si guadagna facendo podcast? Abbiamo incontrato e intervistato decine di podcaster, per capire quanto guadagnano e come. Ecco che cosa abbiamo scoperto.

La soluzione di Spreaker

Sebbene si debba a Spotify la creazione di un mercato, l’allargamento del pubblico e l’attenzione degli sponsor, la piattaforma di streaming musicale non ridistribuisce ancora i suoi guadagni con i podcaster. Ad oggi la principale fonte di guadagno per un podcaster che vuole monetizzare in Italia viene da Spreaker, che attraverso un sistema di pubblicità chiamato "programmatico", permette di piazzare annunci a rotazione sui podcast degli utenti che scelgono di usare la app per registrare, caricare e distribuire i propri podcast. Spreaker ridistribuisce poi i guadagni che vengono generati, che per il 60% vanno ai podcaster. Ma la pubblicità occupa all’incirca solo il 50% degli introiti di un podcaster, che per l’altra metà viene dai fan e dagli ascoltatori, che tramite app come Patreon finanziano i loro podcast preferiti, in cambio di benefici e puntate esclusive.

L'esperienza di due podcaster

Il problema della retribuzione è molto serio, perché per realizzare un buon podcast serve tempo, energia e fatica, sopratutto per chi nella vita fa un altro mestiere, come ad esempio Marco di Storia d’Italia che lavora nel marketing di una multinazionale e coltiva la sua passione per la Storia con la professione di podcaster, che viene retribuita con 200 euro circa dalla pubblicità raccolta tramite Spreaker, 80 euro da Patreon e altri 60 euro circa da fonti di finanziamento che sono comunque riconducibili alla voce “foundraising”. Le cifre sono dunque ancora modeste ma, come ci segnala lui e altri podcaster come Lorenzo Abagnale del CopyVoicer oppure Alessandro dell’Enciclopedia dei Videogiochi sono in crescita, mese su mese.

Le app di audiolibri

Una alternativa che sta prendendo spazio nelle ambizioni di molti podcaster è quella di stare sulle app di produzione e distribuzione di audiolibri digitali, come Audible, società Amazon che sta creando podcast originali e serie audio. Una volta selezionato un progetto Audible ne commissiona la realizzazione al podcaster, sulla base di precise linee guida produttive. Il podcaster viene remunerato con un importo, normalmente calcolato sulla base delle ore realizzate, che varia ovviamente in base alla complessità produttiva del contenuto. In aggiunta a questa opzione Storytel, oltre a produrre podcast originali alla stessa maniera di Audible, permette anche ad alcuni podcast selezionati di distribuire tramite la loro piattaforma e redistribuisce con loro, in base alle ore di ascolto, i guadagni che generano dalle subscription alla app.

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