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Il mondo virtuale si può toccare: ecco i guanti che lo permettono

I titoli di Sky tg24 delle 13 del 19/07

2' di lettura

Un team di ricercatori coreani ha sviluppato un paio di guanti che consentono di toccare e afferrare oggetti virtuali grazie a componenti che trasmettono dati via bluetooth e replicano le sensazioni del tatto 

Negli ultimi anni, occhiali e piattaforme hanno permesso in vari modi di entrare nel mondo virtuale ed esserne protagonisti, ad esempio attraverso i videogiochi. I ricercatori dell’Istituto di Scienza e Tecnologia della Corea hanno provato ad andare oltre, sviluppando un paio di quanti che permettono, nel vero senso del termine, di toccare gli oggetti virtuali. L’innovativo dispositivo e la tecnologia integrata in esso sono stati descritti sulla rivista Scientific Reports: i guanti sono in grado di restituire a chi li veste le stesse sensazioni tattili che si avrebbero tastando o tenendo in mano gli oggetti nel mondo reale, superando così uno degli scogli degli ambienti simulati virtualmente.

Superati i limiti della realtà virtuale

Pur divenendo sempre più realistiche e immersive, infatti, le esperienze di realtà virtuale (VR) presentavano il limite del tatto, che in qualche modo riportava chi ne era protagonista alla realtà. Fino ad ora, i guanti utilizzati per la VR consentivano al massimo di percepire delle vibrazioni al tocco degli oggetti, senza però poterne distinguere la forma. I nuovi guanti dell’istituto coreano si basano invece su sensori e attuatori: se i primi servono a seguire i movimenti delle dita, i secondi sfruttano segnali fisici come pressioni e vibrazioni per restituire a chi indossa il dispositivo anche la forma di ciò che si tiene in mano.

L’aria per replicare il tatto

I sensori percepiscono il movimento delle dita inviando i dati via bluetooth a un software, che a propria volta riesce a ricostruire le azioni della mano all’interno del mondo virtuale. Il programma produce inoltre elettricità, portando una parte dei guanti a riempirsi di aria e replicare così, attraverso le pressioni generate sulla mano, la forma dell’oggetto virtuale. In un test effettuato da uno degli autori dello studio, il ricercatore è stato in grado di interagire con una scacchiera virtuale vestendo il guanto: ogni movimento veniva fedelmente riprodotto sullo schermo, con la mano simulata che è riuscita ad afferrare il cavallo presente sulla scacchiera. 

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