Australia, riconoscimento facciale entra nelle aule delle università

Tecnologia
Foto di archivio (Getty Images)

Due compagnie locali hanno sviluppato un sistema che confronta i profili biometrici degli studenti con le foto scattate al momento dell'iscrizione, così da identificare coloro che si fanno sostituire durante gli esami 

Nonostante sia costantemente al centro di dibattiti e polemiche, il riconoscimento facciale è una tecnologia che continua a essere applicata in contesti sempre più variegati in tutto il mondo. Dopo il suo utilizzo da parte delle forze dell’ordine in diverse città degli Stati Uniti, questa tecnologia ha fatto il suo ingresso in alcune università australiane, dove viene sfruttata per identificare gli studenti che mandano altre persone a sostenere gli esami per conto loro. Il software utilizzato è stato sviluppato da due compagnie locali, NEC Australia e Genix Ventures, ed è in grado di creare i profili biometrici di coloro che si presentano a una prova e confrontarli con le foto scattate al momento dell'iscrizione, al fine di verificare la loro identità e monitorarli via webcam per assicurarsi che non si facciano sostituire.

Aiutare gli esaminatori a distinguere studenti

Come spiega Steve Godinho, Ceo di Genix Ventures, spesso è “difficile per gli esaminatori distinguere gli studenti guardando la foto di un documento e sapere se la persona che siede di fronte è la stessa. Uno studente - aggiunge - può aver fatto crescere la barba e, inoltre, i familiari stretti possono essere difficili da distinguere. La tecnologia del riconoscimento facciale può ovviare a tutto questo", conclude. Il sistema è già in uso negli esami del Cambridge Boxhill Language Assessment, istituto che amministra certificazioni di lingua inglese per professionisti stranieri che vogliono lavorare in Australia. Durante la sua sperimentazione, un funzionario dell’università ha scattato una foto a tutti gli studenti che si sono presentati alle prove e poi, tramite il software, le ha messe a confronto con quelle acquisite al tempo dell’iscrizione. La tecnologia può anche essere usata in modalità remota attraverso una webcam.

San Francisco vieta il riconoscimento facciale

Il Board of Supervisors di San Francisco ha vietato l’utilizzo del riconoscimento facciale da parte delle autorità cittadine in quanto metterebbe a rischio la privacy dei cittadini. Il bando voluto dal consiglio di sorveglianza vieta di fare uso anche delle informazioni raccolte attraverso questa tecnologia. “Credo che il fatto che San Francisco sia il quartier generale, vero o presunto, di tutto ciò che è tech implichi una responsabilità fuori dal comune nel regolamentare gli eccessi della tecnologia”, ha spiegato Aaron Peskin, promotore del divieto. Una decisione che ha fatto scaturire non poche polemiche, in particolare da parte dell’Associazione degli ufficiali di polizia locale, come ha riferito il presidente Tony Montoya: “Sebbene comprendiamo che non sia ancora una tecnologia accurata al 100%, è comunque in evoluzione e penso che abbia avuto successo nel fornire indizi agli investigatori criminali”, ha sottolineato.

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